IL PROGETTO

British Library, in archivio anche i tweet

Via al progetto per conservare i contenuti della pagine web e dei social network. Sul piatto 3 milioni di sterline

Pubblicato il 05 Apr 2013

British Library, in archivio anche i tweet
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Non solo libri. La British Library ha avviato un progetto molto ambizioso per archiviare miliardi di pagine web e di tweet come documenti che, al pari dei volumi di carta, esprimono la cultura britannica all’epoca di internet. Verrà fatta una selezione dei siti da consegnare ai posteri e si prevede anche di registrare ogni messaggio pubblico che compare sui social network del Regno Unito.
“Per avere uno spaccato delle vita di oggi in Gran Bretagna si deve guardare a internet – ha detto Lucie Borgess, head of content strategy della British Library – Abbiamo già perso molto materiale, in particolare su eventi storici come gli attentati del 7 luglio 2005 e la crisi finanziaria del 2008″. Al progetto prenderanno parte anche le altre maggiori biblioteche britanniche, come quelle delle universita’ di Oxford e Cambridge.

L’operazione per catturare “l’universo digitale” inizierà con la raccolta – tramite un sistema automatico – di 4,8 milioni di siti con dominio Uk. Il progetto partirà tra tre mesi mentre ci vorranno atri due mesi per elaborare i dati. ”Dobbiamo distinguere tra i contenuti pubblicati nel Regno Unito e altrove – spiega Burgess – ma in linea di principio saremo in grado di archiviare i tweet di ogni singola azienda o organizzazione”.

Nel 2003 Legal Deposit Library Act aveva aperto la strada alla digitalizzazione dei contenuti ma le leggi sul copyright costringevano la biblioteca a chiedere il permesso ogni volta a che lavorava sui contenuti digitali. ”Dieci anni fa c’era il pericolo che si creasse un buco nero per la conservazione del patrimonio digitale – spiega Rely Keating, direttore della British Library – con milioni di pagine web e altri prodotti di gitali che erano vincolati a un sistema di norme pensato per la carta e l’inchiostro”.

”La legge del 2003 applicava il principio secondo cui il deposito legale era necessario per evolvere a forme di editoria digitale – puntualizza Keating – Ora il deposito legale è diventato realtà e le biblioteche possono conservare prodotti digitali”.

La British Library, che ha investito 3 milioni di sterline nel progetto, offrirà il materiale raccolto nelle sale di lettura e manderà una copia a tutte le biblioteche che partecipano al progetto.

Il ministro della Cultura britannico Ed Vaizey ha sottolineato che “il regime di deposito legale è di vitale importanza per preservare e mantenere le opere digitali che sono una risorsa inestimabile per i ricercatori di oggi e di domani”.

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