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Brunetta: “PA digitale avanti tutta. La crisi non sia un alibi”

“La situazione economica attuale può essere un catalizzatore utile a cambiare la mentalità e accelerare i processi innovativi”. Dal palco del Forum PA il ministro rilancia sulla digitalizzazione: “Ora bisogna coinvolgere le imprese”.  Pileri (Csit): “Aziende pronte a raccogliere la sfida”

17 Mag 2010

“La crisi non può essere un alibi per bloccare quel grandioso
processo di innovazione che abbiamo messo in campo nella Pubblica
amministrazione”. Il ministro della PA e Innovazione, Renato
Brunetta, esordisce così al convegno inaugurale di Forum PA, la
fiera degli enti pubblici aperta oggi alla Fiera di Roma.

“Semmai la crisi può diventare catalizzatore di un cambiamento
iniziato con grandi investimenti in nuove tecnologie e con la messa
a punto di regole chiare e certe per modernizzare gli uffici
pubblici, prime fra tutte il Cad – ha sottolineato il ministro -.
Dico catalizzatore perché, proprio dalla volontà di trovare una
exit strategy efficace, si può velocizzare quel processo di
cambiamento culturale che è alla base della nostra strategia di
rinnovamento. Non basta, infatti, diffondere strumenti come la Pec
e il Voip; è necessario che cambi la testa della gente, dei
dipendenti pubblici, ma anche dei cittadini, e la crisi può essere
una grande occasione”.

Nell’inaugurare Forum PA il ministro ha ricordato che sono due i
binari su cui viaggia la ripresa: il federalismo fiscale e la
riforma della PA, “perché uno Stato efficiente stimola una
domanda efficiente che fa da traino all’economia tutta,
coinvolgendo le imprese, soprattutto quelle più innovative”.

Imprese che si dicono pronte a raccogliere la sfida
dell’innovazione, come ha ricordato Stefano Pileri, presidente di
Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici intervenendo al
convegno inaugurale: “Con 66% delle aziende e 45% delle famiglie
connesse in rete a banda larga, con l’avvio dei progetti di
digitalizzazione della Pa, il Paese si trova solo a metà strada
del processo di evoluzione verso le infrastrutture digitali – ha
detto Pileri -. Proprio l’attuale fase di crisi impone di
avanzare a passi rapidi su questa strada per ottenere consistenti
risparmi sulla spesa pubblica e una maggior efficacia dell’azione
delle Amministrazioni. Solo nella Sanità, per esempio, avere il
100% dei medici in rete e il 100% delle ricette e certificati in
formato digitale, porterebbe a risparmi intorno ai 9,0 miliardi di
euro l’anno”.  “Se è vero che per lo sviluppo di servizi
avanzati si possono già utilizzare le infrastrutture esistenti –
ha concluso Pileri – si tratta comunque di un passo inferiore alle
potenzialità del digitale. La realizzazione di infrastrutture Tlc
di nuova generazione è indispensabile. La partnership fra
pubblico-privato rispettosa dei diversi ruoli e responsabilità,
può essere la chiave per completare il passaggio alle Ngn nel giro
di un decennio” .

Di banda larga ha parlato anche il neo-presidente della Regione
Lazio, Renata Polverini, che ha annunciato il suo impegno a fare
accordi con gli operatori per portare il broadband anche in quelle
zone “ancora non coperte, ma ricche di Pmi che sono il patrimonio
economico più importante della regione e che devono essere messe
nella condizione di essere più competitive”.

“A fianco delle politiche di sviluppo della banda larga la
Regione renderà al più presto operativi i dettami della riforma
Brunetta sul merito e sulla produttività del lavoro pubblico
(stamattina è stato firmato un protocollo ad hoc tra la stessa
Polverini e il ministro Brunetta ndr) – ha detto il presidente
della Regione -. Inoltre i tecnici regionali stanno lavorando alla
diffusione della Pec e della firma digitale per velocizzare, da una
parte, la comunicazione con i cittadini e, dall’altra, le
procedure interne”.

Anche il presidente dell’Upi (Unione Province Italiane), Giuseppe
Castiglione, ha ricordato l’impegno degli enti locali verso un
nuovo modo di lavorare. “Quasi tutte le Province hanno una Pec e
sono all’avanguardia nell’uso della firma digitale – ha
ricordato -. Due strumenti essenziali per una PA che voglia dirsi
davvero innovativa. Ma per fare il salto nel digitale c’è
bisogno di larga banda: per questo abbiamo firmato con il ministero
dello Sviluppo economico un protocollo per la semplificazione delle
procedure di posa dei cavi. Su queste tre direttrici, Pec, firma e
broadband, si sviluppa l’impegno degli enti a supporto di una PA
rinnovata e più efficiente”.