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Bruxelles rafforza le difese contro il cybercrime

La Commissione europea annuncia due proposte di direttiva: condanne fino a cinque anni di carcere per gli hacker e rafforzamento dell’agenzia Enisa

30 Set 2010

Il cybercrimine non è più un gioco da ragazzi ma può diventare
un'arma di guerra, come dimostrato anche dall'attacco
subito dall'Iran con il supervirus elettronico Stuxnet.

E l'Unione europea si prepara a rafforzare le sue “difese”.
La Commissione europea ha annunciato oggi due proposte di direttiva
per contrastare gli attacchi informatici, soprattutto quelli su
grande scala che potrebbero mettere in pericolo la vita economica e
sociale di interi paesi.

Nelle due direttive, annunciate dalle commissarie Cecilia
Malmstroem (Affari interni) e Neelie Kroes (Agenda digitale), da
una parte si prevede che nelle legislazioni penali di tutti i 27
stati membri siano introdotti i reati di creazione di software
maligni, furto di identità, o anche di semplice password, e che le
condanne siano uniformi e pesanti (fino a 2 anni di prigione, che
possono salire a 5  quando gli attacchi sono lanciati su larga
scala o vengono dalla criminalità organizzata).

Strumento principale dell'azione europea sarà il rafforzamento
e la modernizzazione dell'agenzia Enisa, il cui mandato sarà
esteso fino al 2017, dandole la possibilità di interfacciarsi con
le autorità di polizia di tutti i paesi garantendo tempi di
risposta entro 8 ore dall'attacco.