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Calabrò: “Internet crea nuovi posti di lavoro”

Il presidente dell’Agcom: “Per due posti resi obsoleti il Web ne produce cinque nuovi. Possibile cambiare radicamente i paradigmi dell’economia e della società”

07 Giu 2011

L'economia digitale è un volano di occupazione: "per 2
posti resi obsoleti dal digitale, internet ne produce 5
nuovi". Il presidente dell'Autorità per le comunicazioni,
Corrado Calabrò, cita il documento introduttivo al G-8 di internet
appena tenutosi a Parigi per spiegare che "il passaggio al
digitale non è un passaggio privo di ripercussioni sociali, ma il
saldo netto è positivo".

In Italia. dice Calabrò al convegno promosso dalla Cisl sulle
Autorità indipendenti, "c'è ancora scarsa consapevolezza
delle potenzialità tecnologiche della società
dell'informazione, relegate a uno dei tanti strumenti di
sviluppo economico, mentre esse possono invece dare una spallata a
un sistema imballato".

"La rivoluzione digitale in atto – ha aggiunto Calabrò – può
cambiare radicalmente i paradigmi dell'economia e della
società. Basta saperla cogliere per tempo, prima che sia troppo
tardi. L'Autorità è tesa a interpretare il ruolo di una
regolazione che sappia coniugare istanze proconcorrenziali con gli
essenziali incentivi agli investimenti".

Per quanto riguarda le liberalizzazioni dfel settore Tlc, Calabrò
ha sottolineato che negli ultimi dodici anni i costi delle chiamate
telefoniche sono crollati: nel 1998 una comunicazione di tre minuti
su rete fissa in termini reali odierni poteva arrivare a costare 67
centesimi mentre nel 2010 il costo per una comunicazione di pari
durata su rete fissa non supera in media i 6 centesimi, con una
riduzione del 90%.

Quanto alle telefonate da fisso a mobile, una chiamata di tre
minuti costava fino a circa 3 euro, che sono scesi a a 43 centesimi
nel 2010 (-85%) mentre per le chiamate da cellulare a cellulare si
passa da oltre 1,3 euro a circa 22 centesimi (-80%). "Solo
nell'ultimo anno – ha proseguito il presidente dell'Agcom –
i prezzi del settore sono diminuiti del 5,4% e nessun altro settore
ha sperimentato una dinamica simile. È di quasi 65 punti la
forbice tra l'indice di tali prezzi delle tlc e l'indice
nazionale dei prezzi e servizi, cresciuto di oltre il 31% nello
stesso periodo. Nessun altro Paese europeo – ha concluso – è così
virtuoso".