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Calo dei ricavi da Pmi. E le banche si affidano al Web

Studio Efmea-Finalta: per uscire dalla crisi gli istituti bancari puntano a sviluppare servizi Internet e telefonici ad hoc per le piccole imprese

22 Gen 2010

Le banche non guadagnano più dalla vendita di servizi alle Pmi e
si affidano al Web. È questa la fotografia scattata dallo studio
Direct Channels for Small Business Banking, Efma (European
financial management and marketing association) e Finalta che ha
censito 139 banche di 31 Paesi europei.

Stando alla ricerca, nel 2009, gli istituti bancari hanno
registrato un calo significativo dei ricavi dalla vendita di
prodotti e servizi alle piccole imprese: -9% nei paesi
dell’Europa Occidentale, -12% nei paesi dell’Europa dell’Est,
contro una crescita, rispettivamente, del 32% e del 53% nel
triennio 2005-2008. Ma da questa crisi le banche contano di uscire
sviluppando nuovi canali di vendita basati su Internet e il
contatto telefonico.

“La recente crisi finanziaria ha stimolato la maggior parte delle
banche a rivedere i modelli di servizio per le piccole imprese, 
per ridurre i costi – si legge nel report -. Nello specifico la
riduzione dei costi si è tradotta nella spinta a un maggiore
utilizzo dei nuovi canali diretti in alternativa al servizio di
filiale”. In particolare il canale Internet  sta diventando
strategico nel business verso le piccole imprese: in Europa oltre
il 50% di esse risulta registrato come utente per l’Internet
banking, e il 34% lo utilizza correntemente.
“La spinta ai nuovi canali Web e telefonici trova ragioni
oggettive su entrambi i fronti, piccole imprese e banche. Alle
prime possono essere infatti forniti, nella maggior parte dei
casi,  servizi di pari qualità rispetto a quelli ottenibili in
filiale, ma a costi minori  – spiega la ricerca -. Alle banche si
apre la possibilità, oltre che di ridurre in modo consistente i
costi di filiale, di liberare opportunità e tempo del gestore
small business, in modo da consentirgli di occuparsi anche dei
bisogni “personali” dell’imprenditore”.

“In passato c’è stata una qualche lentezza  nello sfruttare
appieno il potenziale dei canali diretti basati su Internet e il
contatto telefonico qualificato – commenta Doug Wilson, direttore
di Finalta -.Le banche ne sono consapevoli, così come consapevoli
delle opportunità che i canali diretti  possono dischiudere, sia
in chiave commerciale”.

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