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Camcom Milano: +16% le imprese italiane online

Secondo lo studio della Camera di Commercio meneghina sono oltre 10mila le aziende attive sul territorio, fra portali web, fornitori di hosting e società di e-commerce. Sul podio la Lombardia, seguita da Lazio e Campania. Roma “capitale tecnologica”

Pubblicato il 06 Lug 2012

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Sono oltre diecimila le imprese attive in Italia tra portali web, fornitori di servizi di hosting e commercio elettronico. E’ quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al IV trimestre 2011 e 2010, secondo cui la Lombardia è prima con 1.991 imprese (il 19,3% del totale italiano), seguita dal Lazio (1.188, 11,5%) e dalla Campania (con 861 imprese e 8,4%). Roma, Milano e Torino le prime province con rispettivamente 945, 926 e 536 imprese attive. Tra le prime 10 province italiane anche Brescia (nona) e Monza e Brianza (decima).

Complessivamente il settore cresce del 15,8% in un anno in Italia e del 17,1% in Lombardia. Entrando nel dettaglio crescono soprattutto i portali web (+20% a Milano, +28% in Lombardia, +31% in Italia) ma anche le imprese specializzate in commercio elettronico (rispettivamente +17,1%, +21,4%, +19,1%. E a Milano ha sede oltre un portale web su otto tra quelli attivi in Italia. I nuovi imprenditori del web sono italiani nel 91% dei casi, donne e giovani con meno di 34 anni in circa un caso su tre.

Lo studio censisce anche le richieste riassegnazione dei nomi a dominio .it alla Camera Arbitrale di Milano che ammontano a 73% con un incremento del 17 per cento tra 2011 e 2010. Oltre due su tre si sono chiuse con la riassegnazione del nome a dominio e in media le procedure non superano la durata di due mesi.

Le domande riguardano nomi di siti web contesi tra chi registra un determinato nome a dominio senza averne diritto/titolo (la regola per la registrazione di un nome a dominio è infatti “first come, first served”) e chi invece il diritto ce l’ha – perché ad esempio il nome a dominio è identico al proprio marchio – ma si è accorto troppo tardi che il nome a dominio era già stato registrato. Azioni compiute spesso in malafede e per indurre in confusione rispetto a un marchio, un segno distintivo aziendale o un nome o un cognome noto.

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