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NUOVE PROFESSIONI

Catania a Pitruzzella: “Internet crea lavoro, non lo distrugge”

Il presidente di Confindustria Digitale risponde al numero uno dell’Antitrust sull’allarme occupazione: “Il web è la nuova economia”. E lancia una proposta: “Player e istituzioni si siedano attorno a un tavolo per capire come cavalcare l’innovazione”

25 Mag 2015

F.Me.

Dietro il vero e storico “Far West’ “ci sono state enormi opportunità per intere generazioni, per questo, e da questo punto di vista, abbraccio con favore questa definizione del web ma l’accetto in quanto internet è il luogo attuale per le grandi opportunità di far crescere l’economia”. Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale, interviene così, parlando con l’Adnkronos, sulle preoccupazioni espresse riguardo a internet dal presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, che ha parlato di “nuove disuguaglianze” create dalla rete e ha sollecitato “regole” per evitare “il Far West”.

La posizione del Garante, sottolinea Catania, “è una posizione importante e sono d’accordo pienamente con lui sull’esigenza di stabilire delle regole per internet, di tutelare la privacy, di rispettare il diritto d’autore e di evitare i grandi monopoli, ma resto perplesso da quelle sfumature come “nuove disuguaglianze” o “distruzione di posti di lavoro”. “Il web -evidenzia Catania- è la nuova economia. E’ l’economia tout court”. “Per rimanere solo sul piano dell’occupazione, per ogni posto di lavoro tradizionale eliminato da internet, nel Nord Europa più digitalizzato ne sono nati 3,9 nuovi dal web ed in Italia ne sono stati creati 1,8. E’ occupazione in settori nuovi e questi sono dati concreti”.

“Non ci sarà settore dell’economia -avverte il presidente di Confindustria Digitale– che non sarà toccato da internet. Intorno a internet si muove il nuovo sviluppo, si parla di crescita economica. E’ evidente che se noi capiamo e vediamo le opportunità offerte dalla rete, allora vediamo un quadro diverso con occhi diversi”.

Catania, inoltre, sottolinea che da tempo vede “sortite continue contro le nuove tecnologie della rete, contro l’innovazione”.

“E’ toccato -ricorda- a Uber, a Trip Advisor, a Facebook e Google. Ma cerchiamo di capire le opportunità del web senza paura”. Gli esempi “dei nuovi lavori su internet – continua Catania – offrono più scelta ai cittadini, danno più scelta al consumatore, si dà insomma più centralità alla persona”.

Quindi, il numero uno della federazione delle imprese dell’Ict lancia un appello: “Sediamoci tutti intorno ad un tavolo: regolatore, istituzioni, imprese per far fare un salto quantico all’Italia senza avere paura dell’innovazione che, invece, è un’onda di progresso che va cavalcata”.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Pitruzzella aveva detto: “Di Internet noi abbiamo generalmente una visione romantica” ma l’Antitrust ha il dovere di guardare anche all’altra faccia della medaglia e ai “rischi che provengono dalla digitalizzazione” e alle “nuove diseguaglianze” create dalla Rete.

Dopo aver ricordato che “i giganti economici del web operano in regime di quasi monopolio” e che questo “rischia di bloccare il cuore di quello che è stato Internet e cioè l’innovazione”, Pitruzzella ha puntato i riflettori e stigmatizzato quella che definisce “l’economia della cattura” cioè l’uso unilaterale e invasivo che i padroni di Internet fanno dei nostri gusti e delle nostre abitudini per fornirci, attraverso le informazioni che involontariamente forniamo loro, prodotti e servizi che loro decidono di offrirci, spesso violando la nostra privacy e limitando la nostra libertà di scelta.

Pitruzzella si è detto poi completamente d’accordo con la Commissione Europea e con la linea adottata dalla commissaria Margrethe Vestager secondola quale “il motore di ricerca Google è accusato, attraverso il suo servizio Google Shopping, di far uscire come primi risultati quelli legati ai suoi servizi” con un’offerta ai consumatori “minata da interessi del motore di ricerca”. Altro che neutralità dell’algoritmo del motore di ricerca.

Ecco perchè – era la conclusione del presidente dell’Antitrust – “dobbiamo evitare di cadere in un nuovo Far West” e “servono regole anche per Internet”.

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