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Ciniero: “Ibm crede negli investimenti in Italia”

Per l’Ad della multinazionale Usa, l’avvio del nuovo “cloud computing center” inaugurato a Roma è la prova che “se le cose vogliamo farle, siamo in grado di farle”

01 Dic 2010

“Si tratta di un momento importante, la testimonianza che in
Italia una multinazionale come la nostra può investire, pur in un
momento difficile come questo; è la prova che se le cose vogliamo
farle siamo in grado di farle”: così Nicola Ciniero, presidente
e amministratore delegato di Ibm Italia, ha commentato oggi
l’inaugurazione del nuovo polo sulle tecnologie del cloud
computing ospitato nella “cittadella Ibm” del Torrino, alle
porte di Roma, e affidato al ”disegno” dell’architetto
Massimo Iosa Ghini.

“Il nuovo centro sarà a disposizione delle imprese e della
pubblica amministrazione italiane “, ha spiegato Ciniero
osservando come il nuovo investimento IBM vada a rafforzare la
posizione di Roma come un polo fondamentale nella strategia della
multinazionale americana in Italia. Proprio a Roma, infatti hanno
sede il laboratorio software Tivoli e l’e-government solution
center. Al Torrino operano oltre 500 ricercatori dall'età
media di 35 anni, provenienti dai migliori atenei italiani, in
collegamento con i centri di ricerca statunitensi dell’Ibm.

Il laboratorio romano dell’Ibm è guidato da Giovanni Lanfranchi
e rappresenta uno dei cinque centri IBM di eccellenza mondiale
nello sviluppo del software con oltre un migliaio di brevetti
sottomessi negli ultimi sette anni, tanto che alla struttura del
Torrino oggi fanno capo nove centri Ibm sparsi tra Europa, Asia e
Stati Uniti che occupano 1.200 ricercatori.

All’inaugurazione era presente anche il sindaco di Roma Gianni
Alemanno che ha sottolineato come il nuovo investimento dell’Ibm
nella capitale faccia emergere quella “dimensione nascosta ma
importante di Roma che non è soltanto una città di monumenti
storici e di turismo, ma un polo di presenze tecnologiche e di
industrie innovative fra i più importanti del Paese”.
Tema quest’ultimo, sottolineato anche da Aurelio Regina,
presidente dell’Unione Industriali di Roma, secondo cui il
rafforzamento della presenza dell’Ibm nella capitale testimonia
la giustezza delle iniziative dell’associazione romana degli
imprenditori volte a “favorire lo sviluppo della banda larga e di
un ambiente innovativo di modernizzazione a favore delle aziende e
del territorio”.