IL REPORT

Climate change: da reti veloci, AI e smart working assist all’ambiente

Gli early adopter di tecnologie di nuova generazione pronti ad utilizzare il digitale per fronteggiare gli effetti negativi del riscaldamento globale. Rinuncia al “clock time” sul posto di lavoro, consumi “etici” grazie al machine learning e utilizzo di connessioni veloci e stabili, anche in caso di emergenze, tra i trend al 2030. La fotografia scattata dall’ultima ricerca “10 Hot Consumer Trends” dell’Ericsson ConsumerLab

Pubblicato il 16 Gen 2023

Federica Meta

Giornalista

10 Hot Consumer Trends - Life in a Climate Impacted Future - infographic

Internet e tecnologie strumenti chiave per fronteggiare l’impatto dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale. Il 99% degli oltre 15.000 early adopter tecnologici è pronta ad utilizzarli in questo senso. La fotografia è scattata dal 10 Hot Consumer Trends dell’Ericsson ConsumerLab, quest’anno intitolata “Life in a Climate-Impacted Future”.

Si tratta della dodicesima edizione del rapporto che delinea le preoccupazioni, le aspettative e le azioni tecnologiche individuali dei consumatori in relazione alle questioni climatiche da qui al 2030.

Circa l’83% degli intervistati ritiene che il mondo avrà raggiunto, o superato, il tasso di riscaldamento globale di 1,5°C (al di sopra dei livelli preindustriali), considerato dagli accordi internazionali come il limite oltre il quale sono probabili eventi meteorologici più estremi e conseguenze climatiche negative.

Circa il 55% degli early adopters nelle aree metropolitane ritiene che il cambiamento climatico avrà un impatto negativo sulle loro vite e prevede di ricorrere a soluzioni di connettività come contromisura.

Le principali preoccupazioni degli utenti

Le principali preoccupazioni riguardano: il costo della vita, l’accesso all’energia e alle risorse materiali e la necessità di una connettività sicura e affidabile in un periodo di turbolenze e clima incerto. Circa il 59% degli intervistati ritiene che le innovazioni e la tecnologia saranno fondamentali per affrontare le sfide quotidiane causate dal cambiamento climatico nel corso del 2030.

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A più di 15.000 early adopter di AR, VR e assistenti digitali in 30 città del mondo – tra cui Roma e Milano – è stato chiesto di valutare 120 idee di servizi digitali relative a 15 ambiti, che spaziano dagli sforzi di adattamento al clima nella vita di tutti i giorni ai modi per gestire eventi meteorologici disastrosi.

“I consumatori stanno chiaramente affermando che una connessione Internet affidabile e resiliente sarà di estrema importanza per la loro vita quotidiana e per il loro impegno personale nell’affrontare il cambiamento climatico, poiché si aspettano che i cambiamenti climatici estremi siano sempre più comuni – spiega Magnus Frodigh, Head of Ericsson Research – I consumatori si aspettano non solo che la necessaria connettività sia disponibile su scala globale, ma anche che lo sia rapidamente”.

La stragrande maggioranza degli early adopters non solo crede che il cambiamento climatico sia in atto, ma anche che nel 2030 le sue conseguenze avranno un impatto maggiore sulle loro vite rispetto a quello attuale. Mentre l’economia personale e gli stili di vita saranno i principali fattori di adozione dei servizi nel 2030, i possibili nuovi comportamenti collettivi su larga scala potrebbero portare a grandi cambiamenti per quanto riguarda la vita quotidiana come la conosciamo oggi, in aree quali il modo in cui lavoriamo, quando lavoriamo e l’equilibrio tra lavoro e vita privata.

Per classificare le risposte dei consumatori, gli esperti dell’Ericsson ConsumerLab hanno stilato dieci trend.

Smart working, AI e reti affidabili

Tra i trend la rinuncia al “clock time”, come ad esempio la giornata lavorativa “tradizionale” dalle nove alle cinque, potrebbe essere un fattore abilitante del trend No-Rush Mobility (mobilità senza fretta). Una società organizzata in base ai picchi e ai cali di consumo energetico, piuttosto che sull’orario, potrebbe diventare comune.

Gli intervistati prevedono inoltre che il ruolo dell’intelligenza artificiale si estenderà al comportamento dei consumatori, come indicato nel trend “Less Is More Digital”, ad esempio per aiutare gli acquirenti a ridurre l’impatto del consumo delle materie prime utilizzando alternative digitali ai prodotti fisici.

La coautrice del rapporto Sara Thorson, Head of Concept Development dell’Ericsson ConsumerLab, affronta un’altra delle tendenze individuate, quella dell’acqua intelligente (smart water): “Anche l’uso dell’acqua potrebbe cambiare radicalmente, qualora il razionamento diventasse molto più diffuso di oggi. Circa il 64% degli early adopter prevede che entro il 2030 tutti i cittadini avranno diritto a quote d’acqua mensili regolate digitalmente”.

Inoltre, secondo Michael Björn, Head of Research Agenda dell’Ericsson Consumer and IndustryLab e promotore del rapporto 10 Hot Consumer Trends  spiega che i consumatori temono anche il rischio di un uso improprio delle soluzioni tecnologiche legate al clima.

“Il trend Climate Cheaters mette in evidenza una considerazione infelice, ma molto reale, per la realizzazione di qualsiasi azione incentrata sul clima. Potrebbero esserci degli impostori che cercano di evitare gli obblighi di conformità legati alle normative sull’impatto climatico, ad esempio il pagamento di una bolletta o la conservazione dei dati”.

Di fronte al cambiamento climatico, circa il  72% degli intervistati prevede l’uso della tecnologia digitale per aggirare le normative ambientali a scopo di guadagno personale a breve termine.

 I dieci trend nel dettaglio

  1. Cost Cutters – Riduzione dei costi. I servizi digitali aiuteranno i consumatori a controllare i costi di cibo, energia e viaggi in situazioni di clima mutevole. Oltre il 60% degli early adopters urbani è preoccupato per l’aumento del costo della vita in futuro. Saliamo al 68% sia a Roma che a Milano.
  2. Unbroken Connections – Connessioni stabili. Una connessione Internet affidabile e resiliente diventerà sempre più importante se e quando aumenteranno gli eventi meteorologici estremi. Circa l’80% degli early adopter urbani ritiene che nel 2030 ci saranno localizzatori di segnali intelligenti che mostreranno le aree di copertura ottimali durante i disastri naturali. Considerazione condivisa dal 67% dei consumatori a Roma e 70% a Milano.
  3. No-Rush Mobility – Mobilità senza fretta. Gli orari rigidi potrebbero diventare un ricordo del passato, dato che le normative sul clima e l’efficienza energetica cambieranno il significato di flessibilità. Circa il 68% degli intervistati userebbe strumenti di pianificazione delle attività che si basano sul costo dell’energia e non sul tempo. Stessa conclusione per il 60% dei consumatori di Roma e Milano.
  4. S(AI)fekeepers – AI custode della sicurezza. Si prevede che l’Intelligenza Artificiale alimenterà quei servizi che tutelano i consumatori in caso di condizioni meteorologiche sempre più imprevedibili e instabili. Quasi la metà degli early adopter urbani dichiara di voler utilizzare sistemi di allerta meteo personalizzati a supporto della propria sicurezza. La pensano così anche il 42% dei consumatori intervistati a Roma e Milano.
  5. New Working Climate – Un nuovo clima lavorativo. I vincoli aziendali sull’impronta di carbonio, l’aumento dei costi e l’accelerazione della digitalizzazione daranno forma alle routine di lavoro del futuro. Sette intervistati su dieci prevedono che gli assistenti AI aziendali pianificheranno spostamenti, compiti e risorse per ridurre al minimo l’impronta di carbonio legata al lavoro. Scendiamo al 64% a Roma e 63% a Milano.
  6. Smart Water – Acqua intelligente. Poiché l’acqua potabile potrebbe scarseggiare nel 2030, i consumatori prevedono servizi idrici più intelligenti per conservare e riutilizzare l’acqua. Quasi la metà degli early adopter urbani dichiara che la propria famiglia utilizzerà dei raccoglitori d’acqua intelligenti su tetti, balconi e finestre che si aprono quando piove per raccogliere e pulire l’acqua piovana. Così anche per il 49% dei consumatori di Roma e 44% di coloro basati a Milano.
  7. The Enerconomy – L’economia energetica. I servizi digitali di condivisione dell’energia potrebbero alleviare il peso dell’aumento dei costi energetici da qui al 2030. L’energia potrebbe diventare una moneta, visto che il 65% degli early adopter urbani prevede che nel 2030 i consumatori saranno in grado di pagare beni e servizi in kWh utilizzando applicazioni mobili. Meno convinti i consumatori di Roma (55%) e Milano (53%).
  8. Less is more digital – Di meno ma digitale. I prodotti digitali potrebbero diventare dei marcatori di status, dato che il consumo eccessivo di prodotti fisici potrebbe diventare sempre più costoso e socialmente criticato. La dematerializzazione delle abitudini di consumo potrebbe accelerare, dato che un terzo degli early adopter urbani ritiene di utilizzare personalmente app per lo shopping che suggeriscono alternative digitali ai prodotti fisici. Stime che scendono al 27% per Roma e al 23% per Milano.
  9. Natureverse. Vivere la natura nelle aree urbane senza viaggiare potrebbe essere uno standard nel 2030, a fronte del continuo cambiamento climatico e delle potenziali limitazioni agli spostamenti. Quattro early adopter urbani su dieci vogliono utilizzare personalmente un servizio di viaggio virtuale che permetta loro di sperimentare riserve naturali e sentieri di montagna in tempo reale, come se fossero sul posto. Valori simili per i consumatori di Roma (36%) e Milano (33%).
  10. Climate Cheaters – I truffatori del clima. Gli intervistati affermano che i consumatori troveranno il modo di aggirare le norme ambientali più severe a causa dell’aumento dei prezzi e del razionamento dell’energia e dell’acqua. Oltre la metà degli early adopter urbani prevede che le app di hacking online consentiranno loro di attingere illecitamente all’acqua o all’elettricità dei vicini. Più ottimisti gli early adopter di Roma (39%) e Milano (41%).

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