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Cloud, 2,4 milioni di posti di lavoro entro il 2015

Secondo un’analisi del Centre for Economics and Business Research il giro d’affari generato dalla “nuvola” si avvia verso i 763 miliardi di euro. Sanità ed education faranno da traino

20 Lug 2011

Il cloud computing rilancerà l’occupazione europea e la crescita
complessiva del Vecchio Continente. Secondo il Cloud Dividend
report 2011, pubblicato dal Centre for Economics & Business
Research (Cebr) e sponsorizzato da Emc, entro il 2015 saranno
generati in Europa 2,4 milioni di nuovi posti di lavoro, con un
giro d’affari, che riguarderà tutti i settori, pari a 763
miliardi di euro. Lo studio stima che gli effetti maggiori
deriveranno da una combinazione tra creazione e sviluppo di nuove
attività, favorite dalle potenziali riduzioni delle barriere di
accesso al mercato e dei costi di esercizio.

In questo contesto la tecnologia sarà determinante nelle ripresa
econimica soprattutto in rapporto alla minaccia rappresentata in
maniera crescente dalle economie emergenti, tipicamente
caratterizzate da elevati livelli di competitività.

Vantaggi economici derivanti dall’’utilizzo di servizi on the
cloud si rilevano in vari settori verticali, tra cui distribuzione,
retail, hospitality; servizi bancari e finanziari; pubblica
amministrazione, education e sanità; industria e manifatturiero.
Nel dettaglio considerando il solo settore della PA – guidata dai
settori dell’Education e della Sanità – si stimano 800mila
nuovi posti di lavoro, sui 2,4 milioni previsti complessivamente
nei 5 principali paesi europei (Italia, Francia, Germania, Regno
Unito, Spagna) entro il 2015.

Nonostante la sfavorevole congiuntura economica, il Cebr stima che
il maggior ritorno economico sarà conseguito dai settori della
distribuzione e dall’hospitality, in particolar modo in Francia,
Italia, Regno Unito e Spagna. In Germania, invece, sarà il settore
finanziario e dei servizi bancari a risultare più forte, con un
risparmio di 1,8 miliardi di euro.

“Il cloud computing rappresenta un approccio realmente nuovo
all’IT, rendendo la tecnologia disponibile alle organizzazioni in
modalità scalabile e sotto forma di servizio, quando e come
necessario – spiega afferma Riccardo Di Blasio,
amministratore delegato e direttore generale di Emc Italia – Questo
consente alle aziende di eliminare le barriere tradizionali
all’accesso, di velocizzare il time-to-market, e di esplorare
nuove opportunità di mercato. Come emerge dallo studio del Cebr,
la generazione di nuove opportunità di business che risultano
dell’adozione del cloud computing, avrà un impatto significativo
in diversi settori, man mano che la concorrenza aumenta, e di
conseguenza sull’occupazione e sugli indicatori
macroeconomici.”