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Cloud, i guasti informatici prima causa di perdita di dati

Nonostante la crescita della “nuvola” in termini di investimenti da parte delle aziende resta da sciogliere il nodo security. E’ quanto emerge da un’indagine di CA Technologies. In Italia l’inadeguata preparazione del personale IT fra le cause della scarsa protezione dei sistemi

25 Ott 2011

Nonostante il trend positivo degli investimenti per il disaster
recovery e la crescente adozione del cloud computing, le aziende
continuano a registrare episodi di perdita di dati. E' quanto
emerge dall'indagine  "Insights: Data Protection and the
Cloud 2011" (scarica
qui il report integrale
) a firma di CA Technologies.

Il 96% delle 202 aziende prese in esame ha infatti dichiarato di
essere stata protagonista di "fughe" di informazioni nel
corso dell'ultimo anno, riconducibili a cause diverse anche se
a farla da padroni (per il 76% del campione) sono stati i guasti ai
sistemi informatici (malfunzionamento di rete, storage, software).
Fra le cause ricorrenti ci sono anche attacchi esterni contro
l’IT (57% delle aziende).

In Italia, pur essendo elevata la frequenza di perdita di dati,
sono poche le aziende dotate di sistemi di disaster recovery
adeguati. Solo il 17% ha riferito di disporre di piani completi e
dettagliati per la tutela dei dati in caso di evento catastrofico.
E la mancanza di pianificazione si deve al mancato supporto e
sostegno del top management (55%) e alla inadeguata preparazione
del personale IT (43%).

“Sebbene la spesa per la protezione dei dati sia in aumento,
l’indagine Insights: Data Protection and the Cloud 2011 ha
denunciato l’insuccesso delle politiche aziendali che rende
necessaria maggiore oculatezza negli investimenti,” sottolinea
Chris Ross, Vice President Emea & Asia-Pacific, Data Management Csu
di CA Technologies. “La perdita di dati può essere causata da
numerosi fattori, perciò le organizzazioni farebbero bene a
calcolare la probabilità di ciascuno in modo da orientare di
conseguenza la loro pianificazione. È un’area importante su cui
concentrarsi, dato che la perdita di dati può avere effetti
catastrofici – per non parlare dei costi – sull’attività
aziendale. Un precedente studio di CA Technologies ha rivelato che
il tempo di inattività dovuto a guasti legati al reparto IT
costerebbe a ogni azienda italiana una media di 34.000 euro
all’anno, spesa che si potrebbe evitare con un piano adeguato di
distaster recovery".

Dall'indagine di CA emerge un aumento costante della spesa per
la protezione dei dati, con una quota crescente del budget
destinato al cloud computing: un terzo (33%) delle organizzazioni
ritiene che il cloud svolgerà un ruolo sempre più importante nei
loro piani di business continuity del prossimo anno.

L’81% ha mantenuto costante o aumentato nel corso dell’ultimo
anno il budget dedicato alla protezione dei dati, mentre il 19% ha
in progetto di intensificare gli investimenti in tal senso. Un
numero sempre maggiore di aziende si sta accorgendo della rilevanza
del mondo cloud per le strategie di data protection, CA
Technologies prevede quindi un aumento degli investimenti nelle
soluzioni cloud.

Fra le aziende interpellate, il 30% ha dati che risiedono in una
cloud privata, il 17% nella cloud pubblica. Una quota significativa
(77%) dei soggetti che utilizzano una cloud privata ritiene che i
dati e gli applicativi verrebbero adeguatamente protetti in caso di
disastro; ben l’86% di coloro che utilizzano una cloud pubblica
si fida degli Sla per la protezione dei dati stipulati con il
fornitore.