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IL CASO

Apple, bolletta salata per il cloud di Amazon

La Mela è il più grande cliente di Aws con più di 30 milioni di dollari spesi ogni mese. Gli investimenti in data center messi sul piatto da Cupertino ancora non bastano a soddisfare la domanda di servizi

23 Apr 2019

Antonio Dini

La bolletta per il cloud di Apple è gigantesca. L’azienda spende più di Lyft e di Pinterest, due degli unicorni che hanno la loro infrastruttura nel cloud di AWS, l’azienda controllata da Amazon che si occupa di servizi cloud. Apple infatti è il più grande, singolo cliente di AWS, e spende più di 30 milioni di dollari al mese, nonostante gli investimenti miliardari nella propria infrastruttura e nei suoi datacenter.

La relazione “intima” tra i due colossi, che su altri fronti sono in concorrenza, è stata rivelata da Cnbc, che ha raccolto una serie di indiscrezioni e voci di mercato, fino a giungere alla conclusione che la determinazione di Apple per riuscire a far funzionare i suoi servizi nella nuvola digitale di iCloud in modo affidabile e continuo valgono questo strano matrimonio online.

La notizia è ancora più rilevante se si pensa che Apple in queste settimane sta cominciando a mostrare pubblicamente la grande svolta strategica verso i servizi che la saturazione del suo mercato principale – quello dell’iPhone – la costringe a fare. Con un mercato stabile ma che non cresce più in doppia cifra come negli anni passati, e che in questo momento rappresenta quasi i due terzi del fatturato dell’azienda, Apple ha la necessità di trovare altre vie di uscita. In passato sono stati nuovi prodotti hardware: dopo l’iMac l’iPod, dopo i MacBook l’iPhone e poi l’iPad, senza contare apparecchi “minori” come le AirPods o l’Apple Watch, che da solo si è conquistato una fetta di mercato più grande di quella di qualsiasi altro produttore di orologi tradizionali, in tutto il mondo Svizzera compresa.

Oggi invece la scelta di Apple è quella di investire sempre di più sui servizi: l’azienda ha mostrato nuovi piani per la vendita di abbonamenti a un servizio televisivo, di news e magazine, di videogiochi. E una carta di credito. Una serie di offerte che, assieme al mercato della salute e del fitness e indirettamente a quello della privacy e affidabilità, costituiscono le nuove frontiere del business di Apple.
L’azienda ha smesso di pubblicare il numero di apparecchi hardware (telefoni inclusi) che vende durante l’anno e invece pubblica i margini di profitto per i suoi servizi, che includono l’App store (iOS e macOS), AppleCare, Apple Pay e iCloud. Nel mondo vengono usate ogni mese circa un miliardo di apparecchiature fatte da Apple: l’azienda sta investendo moltissimo nella sua infrastruttura. A gennaio 2018 ha annunciato che avrebbe investito 10 miliardi di dollari in cinque anni per dei datacenter negli Stati Uniti.

Ma l’azienda dipende anche dai soliti noti quando si parla di servizi cloud: Google, Microsoft e adesso sempre pi Amazon. Sono questi infatti i principali provider di servizi cloud B2B che consentono ad aziende grandi e piccole di aumentare la propria capacità e far scalare i propri datacenter nei momenti di picco, oppure garantire continuità e affidabilità in tutto il mondo a prescindere dalla saturazione delle reti e dei propri datacenter.
In passato Apple aveva spiegato di utilizzare AWS per lo storage (ovviamente crittato) delle informazioni nei profili dei suoi clienti iCloud. Non è mai stato chiarito né da Apple né da parte di Amazon quali altri servizi e in quale misura poggino su AWS.

Intanto è chiaro che in questo momento l’impegno cresce con AWS: la soglia dei 30 milioni di dollari al mese è del 10% più alta dello stesso periodo di un anno fa, secondo Cnbc. Alla fine dell’anno, Apple potrebbe spendere su AWS 360 milioni di dollari, contro i 350 milioni di un anno fa. Secondo le voci raccolte da Cnbc Apple avrebbe firmato un accordo in cui si impegna a spendere 1,5 miliardi di dollari con AWS nei prossimi cinque anni. Le spese operative di Apple nell’ultimo anno fiscale sono state registrate a 30,94 miliardi di dollari.

AWS dal canto suo sta letteralmente esplodendo. Il primo fornitore di cloud a terzi da un punto di vista anche cronologico, oggi contribuisce all’11% del fatturato di Amazon e al 59% del reddito operativo.
Il primo cliente di AWS adesso sta diventando Apple: Lyft ha una spesa annuale di 125 milioni di dollari, Pinterest di circa 100 milioni. AWS sta spingendo molto il mercato fatto da clienti che firmano accordi per impegnarsi a usare il cloud di Amazon per più anni, a fronte di una forte scontistica. In questo momento, secondo una dichiarazione resa alla Sec americana, Amazon ha contratti di questo tipo per più di 19,3 miliardi di dollari.

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