IL DOCUMENTO

Banda larga, non spariranno i fondi Ue

La spunta la Kroes. Secondo quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni il Consiglio Ue intende ripristinare le risorse che sembravano a rischio poiché dirottate su trasporti ed energia. Se ne discuterà formalmente a Bruxelles il 18 e 19 ottobre

Pubblicato il 11 Ott 2012

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Forse gli stati membri ci ripensano. Potrebbe passare in cavalleria il temuto colpo di scure sui fondi comunitari destinati, dal 2014, all’espansione della banda larga. L’indiscrezione filtra a mezza voce dai ranghi della Commissione europea. Ma soprattutto trova una prima implicita conferma nelle conclusioni del Consiglio Ue convocato a Bruxelles per i prossimi 18 e 19 ottobre.

La bozza del documento, visionata in anteprima dal Corriere delle Comunicazioni, annuncia pieno sostegno alla Connecting Europe Facility (CEF) – il robusto pacchetto di aiuti infrastrutturali presentato l’anno passato dalla Commissione. E riconosce che esso “costituirà in futuro un importante strumento per promuovere la crescita attraverso investimenti nei network digitali”. Precisando che “il completamento di un mercato unico del digitale pienamente funzionante”, obiettivo impensabile senza un ammodernamento delle reti, “potrebbe trainare il Pil comunitario di 4 punti percentuali di qui al 2020”.

Il Consiglio prosegue, poi, invitando la Commissione ad accelerare sulla presentazione delle proposte in materia di gestione collettiva dei diritti d’autore online e sull’identità elettronica, si dice impaziente di leggere le raccomandazioni legislative finalizzate “a ridurre i costi dello spiegamento della banda ultraveloce” e chiede più sforzi sul fronte del “cloud computing e dell’e-government”.

Ma è il passaggio sulla CEF che cattura l’attenzione. Perché in filigrana – sostengono i più informati ­– dovrebbe segnare una probabile inversione di marcia rispetto a quanto emerso a cavallo tra agosto e settembre. All’epoca, in una nota circolata dalla presidenza di turno cipriota a margine di un summit informale tra i ministri degli affari comunitari, si chiariva che gli impegni di spesa per le telecomunicazioni previsti dalla CEF avevano “ricevuto meno supporto che i capitoli relativi a trasporti ed energia”. Altrimenti detto, gli stati membri stavano concretamente meditando di reindirizzare verso gli altri due settori del pacchetto buona parte dei 9,2 miliardi (su circa 50) “promessi” alla banda larga dalle prospettive finanziarie 2014-2020.

Una notizia che, come anticipato da questa testata, ha immediatamente suscitato la risposta ad armi spianate della Commissione. Non è infatti un mistero che la titolare europea all’Agenda Digitale, Neelie Kroes, abbia intrapreso nell’ultimo mese una vera e propria crociata per disinnescare la bomba, o quanto meno limitare la portata dei previsti tagli. La campagna è stata messa a punto nei minimi dettagli dai servizi di comunicazione dell’esecutivo Ue e ha già arruolato tra le sue fila le principali Telco europee, come anche un influente spezzone del parlamento di Strasburgo.

Martedì scorso anche il presidente della Commissione José Barroso ha sposato pubblicamente la chiamata a raccolta della collega olandese. Parlando di fronte un’ampia platea di vertici dell’industria ha scandito che “la Commissione difenderà vigorosamente” la CEF, “ma conta sul vostro sostegno per farne comprendere i benefici a tutti gli stati membri”. Nel frattempo, il direttore generale per l’Agenda Digitale Robert Madelin era volato a Londra per persuadere il governo britannico, in prima linea nel partito delle “forbici facili”, a rivedere la propria posizione.

Pare che tanto attivismo stia pagando. “Uno spiraglio s’è aperto: i nostri sforzi stanno dando i risultati sperati” fanno sapere a microfoni spenti dalla Commissione. Dove, per inciso, è tornato l’ottimismo. Per ora almeno. La resa dei conti sul bilancio europeo 2014-2020 si consumerà solo in novembre, nel corso di un vertice ad hoc fortemente voluto dal presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy. Diversi stati sostengono una decisa stretta. Ma la banda larga potrebbe alla fine essere risparmiata dalla raffica di tagli.

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