Il termine cloud sovrano è diventato uno dei più utilizzati nel mondo della tecnologia enterprise. Quasi tutti i principali provider hanno investito molto per promuovere la propria versione, promettendo dati “residenti localmente” o “confinati in Europa”. Ma la domanda fondamentale resta: cosa significa davvero sovranità del cloud? Per governi, regolatori e aziende che gestiscono dati sensibili, distinguere tra ciò che viene commercializzato come sovrano e ciò che lo è realmente è cruciale.
Il predominio degli hyperscaler statunitensi in Europa rende la questione ancora più urgente. Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud controllano insieme oltre due terzi del mercato europeo del cloud computing, alimentando preoccupazioni sul controllo giurisdizionale e sui limiti delle offerte cloud dichiarate “europee”. Con una domanda crescente di sovranità e resilienza, l’Europa deve chiedersi come costruire un ecosistema cloud più equilibrato e indipendente.
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Oltre la localizzazione dei dati
Il cloud sovrano non riguarda solo il luogo in cui i dati risiedono fisicamente, ma anche chi ha autorità legale su di essi e le dipendenze correlate, inclusi tecnologia, supply chain e vendor lock-in, che possono abilitare o limitare la libertà d’azione.
La residenza dei dati risponde alla domanda “dove”, la sovranità rimanda invece al “chi” e “fino a che punto”. Questa distinzione è cruciale quando si considerano normative come il CLOUD Act statunitense e la Sezione 702 del FISA.
Entrambe consentono alle autorità statunitensi di richiedere accesso ai dati anche se ospitati all’estero. Per banche, strutture sanitarie ed enti pubblici europei non si tratta di un rischio teorico, ma di una concreta questione di compliance e fiducia.
I requisiti di una reale autonomia operativa
La vera sovranità richiede molto più del semplice hosting locale. Richiede l’allineamento tra infrastruttura e giurisdizione, interoperabilità e portabilità dei carichi di lavoro, trasparenza tecnologica e controllo della supply chain.
Fondamentale è anche la riduzione delle dipendenze e delle concentrazioni, per consentire alle organizzazioni di mantenere libertà di scelta e capacità di gestione del rischio.
Le ambiguità delle offerte dei grandi provider
Persistono numerose domande sulle proposte “sovrane” degli hyperscaler globali. Nonostante partnership locali e iniziative europee, le società madri restano soggette a normative extraeuropee, lasciando aperto un gap giurisdizionale.
Un involucro sovrano costruito su fondamenta non sovrane non risolve completamente il problema, soprattutto per carichi critici del settore pubblico, delle industrie regolamentate e dell’intelligenza artificiale.
Un mercato in forte accelerazione
Il contesto economico rende il tema ancora più urgente. Il mercato globale dovrebbe crescere da 154,69 miliardi di dollari nel 2025 a 823,91 miliardi entro il 2032, con l’Europa che rappresentava già il 37% nel 2024.
Regolamenti come GDPR, DORA e Data Act rafforzano la richiesta di controllo locale, gestione del rischio e trasparenza, mentre la sovranità digitale diventa una priorità strategica per l’Unione Europea.
Certificazioni, frammentazione e necessità di chiarezza
Schemi come C5 in Germania e SecNumCloud in Francia rappresentano passi avanti, così come il lavoro della DGIT della Commissione Europea. Tuttavia, la frammentazione del mercato rende difficile il confronto tra offerte.
Un cloud realmente affidabile dovrebbe garantire che controllo, accesso e governance dei dati restino interamente nella giurisdizione del cliente.
Il ruolo dei provider locali e dell’ecosistema tecnologico
I cloud service provider europei, come Redcentric e ANS, possono offrire un controllo reale sui dati, operando sotto quadri normativi locali e investendo sul territorio. In molti casi, questo avviene tramite ambienti di private cloud, più facilmente allineabili ai requisiti di autonomia.
I vendor tecnologici contribuiscono fornendo piattaforme e framework interoperabili, senza assumere il ruolo di operatori diretti, evitando così interferenze giurisdizionali.
Verso un modello progettato per l’indipendenza
Il dibattito si sposta dalla semplice esistenza di soluzioni dichiarate autonome alla loro effettiva capacità di rispondere alle esigenze dei clienti. La sovranità deve essere incorporata nel design, non aggiunta successivamente.
Più che una questione tecnica, il tema riguarda fiducia, indipendenza, resilienza e sviluppo economico. Per aziende e governi, andare oltre il marketing è essenziale affinché l’autonomia digitale sia reale e non solo dichiarata.












