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Cloud, il modello monolitico è al capolinea: inizia l’era federata



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Klecha & Co. descrive in un report l’avvento di un tessuto policentrico, dove hyperscaler, cloud sovrani ed edge computing si intrecciano con AI, sostenibilità e vincoli energetici. Capacità di orchestrazione come vero fattore competitivo, mentre la geopolitica e la regolamentazione trasformano il cloud in infrastruttura critica

Pubblicato il 12 gen 2026



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Il cloud computing vive una fase di discontinuità strutturale. L’architettura centralizzata, simbolo della trasformazione digitale del passato decennio, cede terreno a un mosaico distribuito. Secondo l’Insight Report “The End of the Cloud as We Know It” di Klecha & Co., il mercato globale del cloud ed edge supererà 1,5 trilioni di dollari entro il 2030, rispetto ai 675 miliardi stimati per il 2025. La crescita non riguarda solo volumi e ricavi. Cambia la logica economica e competitiva: la prossimità del dato, la latency e l’accesso a risorse Gpu diventano criteri decisivi di scelta. L’orchestrazione intelligente dei carichi distribuiti emerge come nuovo terreno di differenziazione.

La frattura architetturale spinta dall’AI

Il report di Klecha & Co. evidenzia come l’AI stia accelerando la fine del modello monolitico. L’architettura si frammenta in un tessuto multi-tier: gli hyperscaler restano centrali per l’addestramento dei modelli e l’archiviazione di lungo periodo, mentre i cloud sovrani presidiano i settori regolamentati e i nodi edge garantiscono inferenza e analisi a bassa latenza vicino alle sorgenti dei dati. Questa evoluzione non è solo tecnica ma strategica: la capacità di orchestrare carichi distribuiti diventa il vero fattore competitivo. Entro il 2027, quasi la metà dei workload aziendali sarà gestita in mesh ibride governate da sistemi AI, con benefici in termini di costi e performance. La latenza, sottolinea il report, si trasforma in una variabile economica: ogni millisecondo incide su ricavi, qualità del servizio e consumo energetico.

Sovranità e regolazione come leve di mercato

La promessa di un cloud senza confini si infrange contro la spinta normativa. In Europa, il Gdpr e iniziative come Gaia-X hanno aperto la strada a piattaforme sovrane, mentre Stati Uniti, Asia e Medio Oriente replicano con programmi nazionali. La frammentazione non è un ostacolo, ma un nuovo paradigma: la compliance diventa architettura. Per le imprese globali, progettare strategie “policy-aware” è ormai imprescindibile. Non si tratta solo di ridurre il rischio, ma di trasformare la conformità in vantaggio competitivo. Come osserva il report, “la geografia economica si ridisegnerà: regioni e nazioni con sovranità digitale forte e accesso energetico sostenibile diventeranno hub strategici dell’economia digitale multipolare”.

Il super-ciclo di capitale e i nuovi equilibri

L’AI impone investimenti continui. Gli hyperscaler affrontano un rolling CapEx senza precedenti, con flotte Gpu da rinnovare ogni due o tre anni e data center riprogettati per densità di potenza e raffreddamento avanzato. Ma i ritorni marginali si comprimono, aprendo spazio a operatori specializzati. Nascono i neocloud, piattaforme agili focalizzate su addestramento e inferenza, capaci di offrire trasparenza di pricing e tempi di provisioning ridotti. Parallelamente, l’infrastruttura di calcolo diventa asset finanziario: fondi infrastrutturali e private equity investono in campus ad alta densità, mentre le metriche di valutazione si spostano dai ricavi ai megawatt contrattualizzati e alle ore Gpu. Il calcolo, sottolinea Klecha & Co., “sarà la prossima asset class infrastrutturale”.

Edge e neocloud: prossimità e specializzazione

L’edge computing si consolida come componente strutturale. La capacità di elaborare dati in prossimità riduce costi di uscita e congestione di rete, garantendo prestazioni real-time per applicazioni critiche. Le telco riconvertono centrali locali in micro-data center, mentre i Reit offrono campus modulari. I neocloud puntano su architetture aperte e policy-as-code, conquistando sviluppatori e settori verticali come manifattura e sanità. La competizione con i giganti non si gioca sulla scala, ma sulla precisione dei servizi e sulla velocità di risposta.

Nuovi vincitori e vinti

Il report individua i protagonisti della nuova fase. Telco e Reit (Real Estate Investment Trust) capitalizzano su asset fisici e fibra, mentre i fornitori di semiconduttori beneficiano di una domanda AI-driven in crescita esponenziale. Le piattaforme di orchestrazione e AI-Ops diventano il tessuto connettivo delle architetture distribuite. Sul fronte opposto, i provider IaaS generici e i data center ad alto impatto ambientale affrontano pressioni crescenti.

“I prossimi cinque anni rappresentano una finestra straordinaria per riposizionarsi in questo ecosistema in forte evoluzione”, avverte Stephane Klecha. “Investire in piattaforme di interconnessione, orchestrazione e automazione della conformità significherà essere tra i vincitori in un mercato in cui l’economia del controllo supererà quella di scala”.

L’Italia tra accelerazione e vincoli

Il mercato italiano riflette le dinamiche globali. La domanda di cloud sovrano cresce nei settori regolamentati, mentre le imprese iniziano a spostare carichi sensibili alla latenza verso piattaforme edge. Il valore complessivo ha superato gli 8 miliardi di euro nel 2025, sostenuto da investimenti pubblici e privati. Il Pnrr destina 1,9 miliardi alla migrazione della PA, mentre Aws, Microsoft e Google hanno avviato programmi pluriennali da miliardi di euro. Restano criticità legate alla disponibilità energetica e agli iter autorizzativi, ma il Paese si colloca in un cluster europeo ad alta crescita, strategico per la sovranità digitale e l’AI.

Un cloud che “cambia pelle”

Il cloud non scompare, ma cambia pelle. Da infrastruttura monolitica diventa un continuum distribuito, federato e policy-aware. La leadership si misurerà sulla capacità di orchestrare complessità, integrare hyperscaler, sovrano ed edge in un disegno coerente e sostenibile. Come sintetizza Klecha, “la creazione di valore si sposterà dal possesso delle risorse all’orchestrazione intelligente”. Chi saprà anticipare questa transizione guiderà il prossimo ciclo di crescita tecnologica e industriale.

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