IL TAGLIO DEL NASTRO

Fastweb, a Milano il data center da record

Taglio del nastro per la struttura di nuova generazione che vanta una capacità trasmissiva aggregata pari a 4 Tbps e potenza computazionale fino a 200mila GHz. Prima e unica in Italia ad aver ottenuto la certificazione Tier IV. Entro il 2016 il “bis” nel Centro Italia. Mella: “Tutto progettato per carichi di lavoro mission critical”

Pubblicato il 14 Apr 2015

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“La digitalizzazione in Italia è già un fenomeno in atto. Ha profonde radici nell’attualità e per questo non ha bisogno solo di connettività e fibra ottica, ma anche di luoghi dove le applicazioni e i sistemi informativi possano essere gestiti in maniera seamless, sicura e affidabile. A maggior ragione per le imprese”. Così Alberto Calcagno, amministratore delegato di Fastweb ha aperto la conferenza stampa di inaugurazione del nuovo data center milanese della società. “ Attraverso una struttura di nuova generazione, aggiungiamo un mattone importante alla nostra offerta”. E in effetti quello di Fastweb è un edificio da record: con una capacità trasmissiva aggregata da 4 Tbps, potenza computazionale fino a 200 mila GHz, un’efficienza energetica che lo pone tra il 6% dei data center più puliti al mondo e soprattutto la doppia certificazione Tier IV (assegnata dall’istituto Uptime di New York su progettazione e realizzazione, al momento in possesso solo di 20 centri sull’intero globo), la struttura terminata lo scorso dicembre all’interno di un edificio già esistente (altra peculiarità del progetto), va automaticamente annoverata tra i fiori all’occhiello dell’Ict made in Italy.

L’intento di Fastweb, sul piano strategico, è dichiarato: aumentare i ricavi che derivano dalla clientela business. Già oggi il fatturato del Gruppo è generato al 60% dalle aziende (934 milioni di euro, contro i 753 milioni di euro dal lato consumer), rispetto alle quali, sul piano della connettività, Fastweb detiene una quota di mercato pari al 25%. Ora l’obiettivo è alzare l’asticella puntando sui servizi a valore aggiunto: storage, cloud computing, recovery, applicazioni verticali e soprattutto security. Le elevate prestazioni della nuova struttura serviranno anche a competere per i bandi della Pubblica amministrazione, come ha spiegato al CorCom Massimo Mancini, Chief Enterprise Officer di Fastweb, in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero del magazine.

Il nuovo data center si va ad aggiungere ad altri due impianti di stampo più tradizionale che Fastweb possiede sempre a Milano, e anticipa il varo di una seconda struttura evoluta che dovrebbe essere inaugurata entro il 2016 in un non meglio precisato sito del Centro Italia. I due progetti, nel complesso, hanno comportato un investimento di 25 milioni di euro e si affiancano al Soc, il Security Operation Center, costituito interamente da personale Fastweb attivo 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

“L’intera infrastruttura è concepita per carichi di lavoro mission critical”, ha precisato Mario Mella, Chief Technology Officer di Fastweb, “ovvero per servizi che non si interrompono mai, con un apparato totalmente ridondato in tutte le sue parti. Qualsiasi guasto ha un sistema di ripristino automatico e senza impatto sull’erogazione, possiamo garantire 100 ore di autonomia anche in caso di totale black out energetico. Il data center è automatizzato anche nella gestione di eventuali recovery con continuità di servizio: stimiamo al massimo 12 minuti di down all’anno, uno standard ineguagliabile a livello mondiale. Siamo anche riusciti a raggiungere una straordinaria efficienza energetica, con un rapporto PUE (Power Usage Effectiveness, ndr) tra potenza assorbita tra sistemi IT e meccanismi di gestione della struttura, tra cui il raffreddamento, pari a 1,25, quando la media mondiale è 1,7. Questo significa che siamo in grado di generare un risparmio medio di 3 mila tonnellate di CO2 l’anno”.

Calcagno ha infine tenuto a ribadire l’importanza, per Fastweb, del momento che sta attraversando il mercato business italiano. “Non è comunque un’attività che iniziamo oggi, siamo attivi su questo fronte già da cinque anni e il Soc è operativo da più di quattro anni. Finora abbiamo commercializzato prevalentemente servizi di housing e hosting, mentre questo data center rappresenta l’evoluzione nella nostra strategia sul piano infrastrutturale, oltre a consentirci di segmentare ulteriormente un mercato che richiede un’importante connotazione locale. Il cloud ha bisogno di tre direttrici: qualità, sicurezza e affidabilità. Oggi, con la nuova offerta, siamo in grado di muoverci lungo tutti e tre gli assi”.

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