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Invitalia, con incentivi Smart&Start finanziate 353 startup

L’Agenzia presenta i risultati del programma focalizzato sul Mezzogiorno. Presentati più di 1.100 business plan, attivati investimenti per 63 milioni. L’Ad Domenico Arcuri: “Presto nuove agevolazioni estese a tutte le regioni”

17 Ott 2014

Antonello Salerno

Più di 1.100 business plan presentati, di cui 353 già finanziati, per oltre 63 milioni di investimenti attivati. Sono questi i numeri di Smart&Start, l’incentivo promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia con l’obiettivo di sostenere le start-up a carattere fortemente innovativo nel Mezzogiorno.

Lo ha reso noto Domenico Arcuri (nella foto), amministratore delegato di Invitalia, nel corso del convegno Italia-Usa sull’innovazione che si è svolto oggi a Roma, a cui hanno partecipato, tra gli altri, Fernando Napolitano, Ceo di Italian Business & Investment Initiative, Corrado Tirassa, cofondatore di NxT Innovation, e Sean Randolph, presidente e Ceo del “Bay Area Council Economic Institute” di San Francisco.

“A poco più di un anno dall’avvio di Smart&Start, nel settembre 2013 – si legge in una nota dell’agenzia – Invitalia ha ricevuto 1.114 progetti di investimento. Le richieste di incentivi sono state presentate per circa il 30% da donne e per il 51% da giovani con meno di 36 anni. Il tasso di ammissione è stato del 35% circa: tra le iniziative agevolate, primeggiano quelle dedicate al cloud computing, all’e-commerce, alle infrastrutture Ict e alla green economy”.

Smart&Start – sottolinea Arcuri – è stata la prima agevolazione pubblica interamente paperless, cioè gestita esclusivamente online. Adesso siamo pronti a partire con i nuovi incentivi, che speriamo saranno operativi a breve. L’agevolazione verrà estesa a tutte le regioni italiane, finanzierà progetti fino a 1,5 milioni di euro e conterrà condizioni di maggior favore per donne, giovani e Sud”.

Il convegno Italia-USA è stato inoltre l’occasione per descrivere agli imprenditori e agli esponenti delle istituzioni la “ricetta” con la quale la Silicon Valley e la California sono diventate il fulcro dell’innovazione globale, integrando l’intervento statale con i capitali privati e creando una piattaforma ideale per gli innovatori, fatta di infrastrutture, università e centri di ricerca.

Il funzionamento di questo “ecosistema tecnologico” è stato illustrato da Sean Randolph, figura chiave della rivoluzione digitale e tecnologica californiana, da 16 anni presidente e Ceo del “Bay Area Council Economic Institute”, l’organizzazione pubblico-privata che sostiene la competitività delle imprese nella Silicon Valley e nella regione di San Francisco e opera nell’area in cui è concentrato il più alto tasso di innovazione del mondo.

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