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Neocloud, il cambio di paradigma diventerà la nuova normalità



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Secondo l’analisi trimestrale “Network Stats” realizzata da Backblaze, il traffico proveniente dalle infrastrutture specializzate nell’intelligenza artificiale e nel calcolo ad alte prestazioni ha registrato un forte aumento tra luglio e novembre dello scorso anno, con un picco a ottobre. E la tendenza continuerà per tutto il 2026

Pubblicato il 6 feb 2026



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Siamo solo all’alba dell’era del cosiddetto neocloud, eppure i fornitori di soluzioni che supportano questo nuovo approccio all’elaborazione e alla distribuzione dei dati (come CoreWeave, Vultr e Nscale) stanno già attirando investimenti multimiliardari.

Ma non sono solo le loro casse a prosperare: stando alle ultime rilevazioni, infatti, questi attori emergenti del cloud dedicato all’AI e all’high performance computing stanno anche facendo impennare il traffico dei dati, producendo ricadute tangibili sulle aree geografiche coinvolte dalla trasformazione.

A sottolinearlo sono i dati dell’analisi trimestrale “Network Stats” realizzata da Backblaze, secondo cui il traffico proveniente dai neocloud ha per l’appunto registrato un forte aumento tra luglio e novembre dello scorso anno, con un picco a ottobre. Gli analisti dell’azienda specializzata nel cloud storage sostengono che i vasti set di dati acquisiti e utilizzati dai neocloud siano in gran parte alla base di questo aumento, suggerendo che la tendenza probabilmente continuerà fino al 2026 come parte di una nuova normalità.

Verso un’infrastruttura sempre più AI ready: i nuovi poli

“Poche forze stanno rimodellando il comportamento della rete più velocemente dell’AI”, spiega Brent Nowak, responsabile tecnico di rete di Blackblaze. “Il rapporto offre una visione chiara di come l’intelligenza artificiale stia guidando il passaggio dal traffico di tipo Internet ai flussi sostenuti e ad alta larghezza di banda richiesti dalle infrastrutture native dell’AI”.

I dati del quarto trimestre hanno rivelato che i trasferimenti di dati basati sull’intelligenza artificiale erano in gran parte concentrati nella regione “Stati Uniti orientali”, vicino a hub di calcolo neocloud come la Virginia settentrionale, New York e Atlanta.

CoreWeave, per esempio, supporta i carichi di lavoro nel New Jersey, con Nebius che sta costruendo un sito da 300 MW nello stato. Nel frattempo, Lambda sta aprendo sedi a Chicago e Atlanta grazie a due strutture in costruzione da parte di EdgeConneX.

I dati di Backblaze hanno mostrato che l’attività neocloud in quelle regioni si è spostata maggiormente verso la costa orientale, dove la disponibilità di un’elevata densità di calcolo basata sull’intelligenza artificiale è più diffusa.

“Dal punto di vista delle prestazioni, questo ha senso”, precisa Nowak. “È importante mantenere una latenza inferiore per ottenere velocità di banda elevate e costanti per i trasferimenti di dati basati sull’intelligenza artificiale. Per ora, questa forza di gravità sta attirando l’attività verso la costa orientale”.

Un vero cambio di paradigma

Mentre il traffico tradizionale delle reti di distribuzione dei contenuti e degli Isp si è mantenuto stabile sui livelli di prestazioni abituali, i risultati suggeriscono che il traffico neocloud si sta dimostrando fondamentalmente diverso dal traffico Internet o cloud generale.

Laddove il traffico Internet tradizionale ha una sua “unicità”, con un numero maggiore di data center e un mix di carichi di lavoro che si traduce in una serie di output, l’ascesa del neocloud e la sua capacità di supportare l’intelligenza artificiale hanno portato a un cambio di paradigma: secondo Backblaze c’è un numero inferiore di set di dati più grandi, che si spostano in brevi e prolungati burst attraverso endpoint e pipeline persistenti.

“Questo contrasto rivela una tendenza più ampia: il networking basato sull’intelligenza artificiale riguarda meno la comunicazione many-to-many e più relazioni ad alta velocità e intensità di elaborazione tra sistemi specializzati”, suggerisce Nowak.

Come risultato dell’inversione del carico di lavoro neocloud, storage, elaborazione e networking sembrano avvicinarsi sempre di più, evidenzia il rapporto di Backblaze.

E i provider si adeguano

Ci sono in effetti già stati cambiamenti di allineamento a livello operativo, come per esempio tramite Mission Control di CoreWeave, che, a seguito di un aggiornamento di dicembre, offre alle aziende che utilizzano le sue offerte Gpu-as-a-service una migliore visibilità sulle prestazioni di Gpu, rete e storage. Si tratta di approcci progettuali che in qualche caso prevedono addirittura il passaggio dal neocloud all’hyperscale, con l’architettura AI basata su Nvidia di Vast Data, che integra servizi di storage e di elaborazione del database direttamente nei server AI, utilizzata da CoreWeave, ma anche da Microsoft e Google Cloud.

In questo scenario, la stessa Backblaze ha cercato di affrontare il radicale ripensamento del networking con B2 Overdrive, una soluzione di cloud storage ad alta velocità che mira a supportare trasferimenti client da 100 Gbps fino a 1 Tbps. “Con B2 Overdrive, abbiamo creato un percorso diretto e ad alte prestazioni tra lo storage e i neocloud in cui avviene la modellazione”, conferma Nowak, aggiungendo che i dati del quarto trimestre hanno mostrato che i clienti stanno utilizzando attivamente la sua piattaforma nel modo in cui è stata progettata, per supportare carichi di lavoro ad alta intensità.

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