I numeri uno di Ericsson Börje Ekholm e di Nokia Justin Hotard si sono uniti ai ceo delle principali aziende tecnologiche europee per lanciare un allarme, rivolgendosi a tutti gli attori chiave del continente: è necessario collaborare per aumentare la capacità tecnologica, il sistema industriale e la competitività dell’Europa nell’arena dell’intelligenza artificiale.
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L’appello dei leader tecnologici
L’appello è stato diffuso a seguito di un incontro, tenutosi a Bruxelles la scorsa settimana tra i sette ceo delle principali aziende tecnologiche europee e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, e sviluppato in un editoriale pubblicato oggi da diversi media del Vecchio continente.
L’articolo è firmato, oltre che da Ekholm e da Hotard, in rappresentanza del settore delle Tlc, dal ceo di Airbus Guillaume Faury, dal presidente e ceo di Asml Christophe Fouquet, dal cofondatore e ceo di Mistral AI Arthur Mensch dal ceo e presidente del board di direzione di Sap Christian Klein e dal presidente e ceo di Siemens, Roland Busch.
Le sette aziende tecnologiche in questione generano, nell’insieme, 417 miliardi di euro di ricavi e rappresentano una capitalizzazione di mercato di quasi 1.100 miliardi di euro. Offrono quasi un milione di posti di lavoro high tech, investono più di 40 miliardi in Ricerca e Sviluppo ogni anno e detengono, globalmente, oltre 210mila brevetti.
“Siamo pronti a sostenere i leader europei che agiranno per affrontare questa sfida urgente”, si legge nel documento congiunto. “Dobbiamo sfruttare lo slancio generato dagli attuali sforzi per ridurre e semplificare le normative digitali europee, affinché le regole diventino principi guida flessibili, invece di requisiti rigidi e dettagliati, che permettano di tenere il passo con la velocità dello sviluppo tecnologico”.
In termini concreti, per i firmatari, ciò significa preservare la libertà contrattuale necessaria per creare spazi di dati, proteggere la proprietà intellettuale e abilitare applicazioni industriali dell’intelligenza artificiale, evitando sovrapposizioni normative. “Scriveremo il prossimo capitolo dell’innovazione in base a come sapremo applicare il digitale nel mondo reale: nei settori industriali, nelle infrastrutture, nelle economie. Raggiungere gli obiettivi strategici per l’Europa richiede politiche di settore forti e orientate dal mercato”.
Il momento di stallo europeo
I sette ceo hanno sottolineato come negli ultimi due decenni, le loro aziende si siano concentrate sulla costruzione del mondo digitale. “Tuttavia, la prossima fase dell’innovazione sarà definita da come le capacità digitali verranno applicate nel mondo reale – trasversalmente ai settori industriali, alle infrastrutture e alle economie. Per creare valore, tecnologie come l’intelligenza artificiale devono essere integrate con i sistemi fisici che sono chiamate a migliorare”.
Secondo i dirigenti, in Europa ci sono le persone, gli ecosistemi e le tecnologie necessarie per guidare questa prossima fase, ma troppo spesso non si riesce a trasformare questo vantaggio in crescita su larga scala. “Al contrario, ci troviamo di fronte a mercati frammentati e a concorrenti fortemente sovvenzionati con una presenza molto solida nel mercato europeo. Le aziende in Europa devono, inoltre, confrontarsi con un quadro normativo soffocante, eccessivamente complesso e spesso stratificato, che rende estremamente difficile tenere il passo con la rapidità del progresso tecnologico”.
Tutto ciò è particolarmente evidente nell’ambito digitale: “A oltre tre anni dal ‘momento ChatGpt‘, l’Europa è ancora impegnata a discutere la regolamentazione, mentre altri hanno da tempo spostato il proprio focus sull’adozione su larga scala dell’intelligenza artificiale nei sistemi fisici e nella robotica. È necessario evitare di regolamentare in anticipo rispetto all’innovazione, e piuttosto contribuire a definire gli standard del futuro attraverso lo sviluppo e l’implementazione delle tecnologie”
Le proposte per superare l’impasse
Tra le azioni individuate dai firmatari dell’appello spicca dunque l’esigenza di dare priorità all’innovazione rispetto alla regolamentazione e di costruire e sviluppare nuove tecnologie, per creare gli standard del futuro e conquistarsi la leadership. “Con normative rigide, inutilmente complesse, che spesso si sovrappongono, è incredibilmente difficile tenere il passo con la velocità del progresso tecnologico”.
Un’altra priorità è quella di lavorare per conquistarsi una resilienza strategica. I firmatari evidenziano che la ricchezza e la resilienza si basano sulla capacità di creare innovazione e di controllare la proprietà intellettuale, non sul consumare quanto realizzato da altri.
I ceo, inoltre, dichiarano che il governo europeo e le autorità nazionali devono attirare gli investimenti privati realizzando pienamente l’iniziativa Saving and Investment Union e riformare le normative sulla competizione e sulle fusioni e acquisizioni; ciò consentirebbe di realizzare consolidamenti strategici e operare alla scala necessaria per competere nello scenario globale.
L’editoriale ricorda infine che l’Europa sta perdendo competitività ogni giorno, ma afferma che un’azione collettiva e decisa permetterà di far fronte alla sfida. In un momento di trasformazione tecnologica e geopolitica senza precedenti, secondo questi ceo le decisioni che saranno prese nei prossimi mesi e anni determineranno la capacità dell’Europa di competere e prosperare nei prossimi decenni. “Ora più che mai i soggetti che creano le tecnologie e le politiche europee devono unire le forze per passare dalle parole ai fatti”, affermano i capitani d’impresa. “Siamo pronti a fare la nostra parte e sostenere i leader europeo che vorranno agire in modo coraggioso. Il momento è ora. Affrontiamo insieme la sfida”.






