Confartigianato: "Sostenere le Pmi investendo su PA digitale e Tlc" - CorCom

RECOVERY PLAN

Confartigianato: “Sostenere le Pmi investendo su PA digitale e Tlc”

L’associazione evidenzia i driver di ripartenza: “Le imprese hanno bisogno di un’amministrazione senza burocrazia e di infrastrutture in grado di abilitare i processi di innovazione”. Il Cnel: “E-skill chiave di volta dei processi di cambiamento”

22 Feb 2021

F. Me.

Burocrazia zero e digitalizzazione della PA per la ripartenza. Sono le condizioni indicate dai rappresentanti di Confartigianato in audizione sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) davanti alle Commissioni Bilancio e Politiche dell’Ue del Senato.

“La nemica del Recovery Plan è la mala burocrazia – hanno spiegato- Il successo delle misure del Piano per far ripartire l’economia dipende da rapidità di progettazione, efficienza nella gestione e attuazione amministrativa, accessibilità immediata per le piccole imprese”.

La Confederazione ha ribadito la necessità di puntare su interventi che valorizzino le capacità e le potenzialità delle piccole imprese italiane e che rimuovano gli storici ostacoli alla competitività del nostro sistema produttivo.

“Le piccole imprese – hanno sottolineato i rappresentanti di Confartigianato – non aspettano altro che segnali concreti per rimettersi in moto sia con misure strutturali di riduzione della pressione fiscale e semplificazione degli adempimenti burocratici, sia facilitandone l’accesso a nuovi strumenti di finanza d’impresa, alla ricerca e ai progetti di innovazione digitale e tecnologica, di transizione ecologica e di internazionalizzazione”.

In particolare, la Confederazione ha richiamato la necessità di investimenti in infrastrutture materiali e immateriali di collegamento delle persone, delle merci e delle informazioni, di rendere stabili gli incentivi per le ristrutturazioni, prorogare a tutto il 2023 il superbonus 110% e valorizzare gli appalti a km zero.

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Sul fronte del lavoro, oltre a sollecitare l’eliminazione dei vincoli e delle limitazioni sui contratti a termine, Confartigianato ha chiesto “politiche attive e rilancio della formazione tecnica e professionale dei giovani, interventi per il trasferimento d’impresa e di competenze, a cominciare dall’apprendistato quale canale privilegiato di ingresso nel mondo del lavoro”.

Ha poi ribadito il no ad un unico ammortizzatore sociale identico per tutti i settori: “Bisogna migliorare gli ammortizzatori sociali ampliandone le tutele, ma garantendo e valorizzando le specificità settoriali come quella dell’artigianato”.

“Questa – secondo Confartigianato – è l’ultima chance: non possiamo proprio permetterci i ritardi e le complicazioni che hanno bloccato e fatto fallire tante riforme e progetti di sviluppo annunciati in questi anni. Per questo condividiamo e apprezziamo quanto affermato dal Presidente del Consiglio Draghi in merito al modello ‘Ponte Morandi’ da seguire per liberare i percorsi amministrativi dalle procedure e dagli appesantimenti inutili”.

L’audizione del Cnel

Semplificazione dei processi amministrativi e digitalizzazione accelerata, accompagnata da una mirata formazione del personale delle pubbliche amministrazioni. E’ quanto suggerisce il presidente del Cnel Tiziano Treu nelle linee guida per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sottolineando come la PA rivesta la funzione di una sorta di volano per la buona riuscita del Piano, durante un’audizione al Senato. Il Pnrr prevede infatti uno sforzo finanziario molto importante, per quasi 12 miliardi, destinato alla componente ”Digitalizzazione, innovazione e sicurezza della PA. Risorse che “verranno utilizzate su vari fronti, a partire da un cloud nazionale e dall’interoperabilità delle banche dati della PA” osservando tuttavia come “la digitalizzazione costituisce uno strumento essenziale ma non sufficiente, perché richiede non solo una modernizzazione delle strutture e la semplificazione delle procedure, ma necessita di una grande e seria operazione sul capitale umano, quello in servizio (rendendolo più rispondente ai fabbisogni effettivi) e quello nuovo (attraverso concorsi meglio strutturati ed effettivamente periodici)”.
“Qui più che mai – aggiunge – è necessario un monitoraggio con verifiche rigorose, perché si tratta di impegni da tempo presi ma sistematicamente disattesi”.

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