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Confindustria-Anie, cambio al vertice: Gemme alla presidenza

Il neo-presidente succede a Guidalberto Guidi. “Puntiamo a rilanciare il manifatturiero. Da oggi dovrà diventare imperativo categorico fare rete”

20 Set 2011

Cambio al vertice di Anie. L'assemblea ha nominato oggi Claudio
Andrea Gemme nuovo presidente della Federazione Nazionale delle
Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche aderente a Confindustria.
Gemme succede a Guidalberto Guidi, eletto nel 2007.

Genovese, Claudio Andrea Gemme si laurea in Scienze Economiche e
Politiche all’Università di Genova e nel 1973 entra nel Gruppo
Finmeccanica, dove negli anni ricopre numerosi incarichi operativi
in Italia e all’estero. Dal 2000 è Amministratore Delegato di
Ansaldo Sistemi Industriali (Asi), azienda leader nella ricerca e
produzione di sistemi elettrici e di automazione, elettronica di
potenza, motori e generatori. Dal 2008 è Consigliere del Market
Strategy Board dell’Iec (International Electrotechnical
Commission).

Tra i principali obiettivi programmatici che caratterizzeranno il
corso della nuova presidenza, quello di ridare centralità al
manifatturiero quale motore di sviluppo del sistema economico
italiano. Un Paese che non produce, non investe e non esporta
difficilmente potrà superare la pesante crisi economica che lo ha
colpito.

“La crisi ha avuto il merito di ricollocare in primo piano il
manifatturiero rivalutandone il ruolo di volano dello sviluppo del
nostro Paese – sottolinea il neo-presidente – Un comparto
industriale forte e radicato nel territorio è il prerequisito per
uscire dall’impasse della crescita zero che affligge l’economia
italiana. Il mio auspicio è che si arresti la tendenza che ha
visto molti Paesi europei perdere negli ultimi anni componenti
importanti dell’attività industriale, in particolare nella base
produttiva”.

“Ritengo perciò estremamente importante – prosegue Gemme –
rafforzare il legame del manifatturiero con il territorio. Le
potenzialità che possono derivare da questa vicinanza sono enormi,
anche dal punto di vista degli investimenti delle imprese”.

Con 1.200 aziende associate, Confindustria Anie rappresenta il
settore più strategico e avanzato tra i comparti industriali
italiani. Nel 2010 l’industria elettrotecnica ed elettronica
italiana ha registrato un fatturato aggregato di 56 miliardi di
euro (+4,9% la variazione rispetto al 2009), di cui 26 miliardi di
euro di esportazioni. A fine 2010 il totale aggregato degli addetti
del settore è risultato pari a circa 380.000. Le aziende aderenti
a Confindustria Anie investono in Ricerca e Sviluppo il 4% del
fatturato, rappresentando più del 30% dell’intero investimento
in R&S effettuato dal settore privato in Italia.

Dall’Italia origina mediamente il 10% del fatturato aggregato
dell’industria elettrotecnica ed elettronica attiva sul
continente europeo inteso a 27 Stati.

“Importante è il contributo che i settori Anie hanno fornito
alla ripresa – continua – In una fase decisamente critica le
imprese hanno saputo reagire, investendo in innovazione e
accelerando le strategie di internazionalizzazione. A fine 2010 le
esportazioni settoriali hanno mostrato tassi di recupero a due
cifre, grazie alla capacità degli operatori di essere presenti in
mercati diversificati. Se nell’ultimo anno la parola d’ordine
è stata “esportare”, da oggi dovrà diventare imperativo
categorico fare rete, per proporci sui mercati internazionali non
come singoli imprenditori, ma come un sistema industriale coeso,
capace di creare relazioni forti e vicine alla committenza
locale”.

La rinnovata centralità del sistema produttivo non può non
passare dal pieno riconoscimento del ruolo abilitante delle
tecnologie, che sono creatrici di sviluppo.

“Nei grandi lavori pubblici e privati – precisa il presidente
– le tecnologie costituiscono l’elemento discriminante per
elevare il livello qualitativo delle opere e consentire soluzioni
innovative: in una parola creare valore aggiunto. Il mio impegno
come presidente di Confindustria Anie sarà rivolto a valorizzare
il concetto di indipendenza della componente tecnologica nel
rapporto con la committenza nelle grandi opere pubbliche e private,
operando affinché venga riconosciuto pienamente il ruolo
abilitante e migliorativo delle tecnologie”.

“Perché questo accada – prosegue Gemme – è importante
accrescere le relazioni virtuose all’interno della filiera, con i
più autorevoli rappresentanti dei settori a monte e a
valle”.

Le imprese Anie chiedono sempre più figure professionali a più
alto potenziale che sappiano progettare l’innovazione,
districarsi nei nuovi mercati e gestire il cambiamento. I più
recenti dati Unioncamere-Excelsior, sul fabbisogno delle imprese in
termini occupazionali e relativi al terzo trimestre 2011, segnalano
che l’industria delle tecnologie rappresentata da Anie assorbirà
il 10% delle nuove assunzioni previste dall’industria. In
particolare è decisamente superiore alla media dei comparti
industriali la richiesta di figure professionali estremamente
qualificate dal punto di vista scientifico (il 15% sul totale delle
assunzioni previste nei settori Anie) e di tecnici (il 28% delle
nuove assunzioni previste, la quota più elevata nel manifatturiero
italiano).

“Per rispondere preparati alle sfide sempre più pressanti che
provengono dal mercato occorre investire in formazione – aggiunge
Gemme – Un sistema formativo aperto al cambiamento e allo sviluppo
tecnologico è indispensabile per supportare il mondo
imprenditoriale nel processo di trasformazione in atto. Lavorerò
nel corso del mio mandato affinché si diffonda una percezione
condivisa dell’importanza del sapere, in particolare di quello
tecnologico e scientifico, come leva di competitività”.

“Alla valorizzazione della formazione – prosegue – deve
affiancarsi in un’ottica di più ampio respiro l’attenzione al
tema della legalità, che è innanzitutto educazione all’etica e
cultura delle regole nel fare impresa. E’ questa una esigenza
ampiamente sentita dal mondo imprenditoriale, che troppo spesso
vede limitare il proprio potenziale di crescita da infiltrazioni
illecite che distorcono il concetto stesso di libero mercato. Anche
la legalità, al pari dell’innovazione, è un imprescindibile
fattore di competitività per un territorio”.

“Infine – conclude il nuovo presidente – intendo rafforzare
il ruolo di Confindustria Anie in Europa, sede dove si prendono le
decisioni strategiche che condizioneranno le politiche del futuro.
Non va dimenticato che negli ultimi anni driver importanti per i
nostri settori, come lo sviluppo sostenibile e l’efficienza
energetica, sono divenuti essi stessi assi portanti della policy
europea. Le tecnologie Anie sono le protagoniste del processo che
porterà alla costruzione di un’Europa più sostenibile”.