LA VISION

Cybersecurity, la sfida del futuro è renderla più democratica. Fastweb in campo

L’evento “Inspiring Your Future” ha insistito sull’importanza di un accesso più agevole alla sicurezza per le pmi, in linea con l’impegno della telco ormai dirottata verso un’identità OTT. Intelligenza artificiale, infrastrutture, cultura digitale e supporto alle aziende: questi gli asset da mettere in campo per contribuire a garantire un ecosistema cyber sempre più sicuro e resiliente

Pubblicato il 01 Ago 2023

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Di fronte alla crescente gravità e quantità delle cyberminacce, non abbassare la guardia ed incrementare gli sforzi è fondamentale. Altrettanto importante è comprendere il ruolo sempre più centrale delle competenze, non solo per quanto riguarda la ricerca di figure altamente specializzate, ma soprattutto perché gli attacchi sfruttano maggiormente l’elemento umano.

Queste sono alcune delle evidenze di scenario emerse nel corso del workshop, promosso da Fastweb e 7Layers, dal titolo “Inspiring Your Future – Cybersecurity Edition” che si è svolto a luglio presso Step FuturAbility District: un evento che ha avuto anche il merito di sottolineare l’importanza di un più agevole accesso al mondo della cybersecurity. Con il supporto delle istituzioni, infatti, le aziende orientate all’innovazione hanno la responsabilità di aiutare piccole e medie imprese ad integrare sistemi di sicurezza by design in tutti i processi, favorendo il processo di resilienza complessiva del Paese.

L’importanza di AI e Quantum computing

In questo contesto, l’AI ed il Quantum computing giocheranno un ruolo fondamentale, rappresentando degli strumenti potenti non solo per prevedere e anticipare possibili attacchi e migliorare la resilienza dei sistemi di difesa, grazie all’elaborazione di una quantità sempre più grande e complessa di dati, ma anche per rendere la sicurezza informatica diffusa e disponibile a tutti. L’AI rappresenta uno strumento potente per effettuare scansioni continue dei nostri sistemi e prevederne possibili data breach,  grazie al quantum computing, invece, si potrà elaborare una quantità sempre più grande e complessa di dati per comprendere modelli, prevedere e risolvere problemi attraverso l’impiego di computer quantistici che riducono drasticamente i tempi di risposta. E anche per difendersi da chi userà il quantum computing per violare con estrema rapidità le reti aziendali.

L’evento, inserito nel ciclo di workshop promossi da Fastweb che vedono coinvolti relatori di rilievo tra istituzioni, partner tecnologici, start-up innovative, mondo accademico e della consulenza strategica, ha sottolineato quanto la sicurezza informatica, in passato considerata semplicemente un settore di nicchia, oggi sia ormai un elemento che ogni azienda, dalla più piccola alla più grande, deve aver integrato in tutti i suoi processi.

Cybersecurity fra i pilastri della strategia aziendale

“Non a caso – ha affermato Alberto Calcagno, amministratore delegato di Fastweb – la cybersecurity è uno dei pilastri della strategia di Fastweb verso la completa trasformazione in operatore Over the Top infrastrutturato con l’obiettivo di fornire ad una percentuale sempre più ampia di popolazione servizi digitali innovativi e sicuri, in maniera semplice e veloce, facendo leva sull’eccellenza delle proprie infrastrutture di nuova generazione. Per perseguire questo obiettivo, a fianco dell’infrastruttura di rete, l’azienda ha arricchito nel tempo i suoi asset strategici con data center, cloud, 5G e servizi di cybersecurity e AI”.  La strategia di rafforzamento di Fastweb in ambito cybersecurity a supporto dei processi di trasformazione digitale del Paese, si è costantemente rafforzata negli ultimi anni anche grazie all’acquisizione e crescita di 7Layers.

Oltre all’infrastruttura di rete proprietaria, “i servizi messi a disposizione da Fastweb  per la cybersecurity si basano su tre pilastri fondamentali – ha chiarito Calcagno -: l’Internet of Things, l’Intelligenza Artificiale e la tecnologia Edge. Alla base di questo importante processo di trasformazione ci sono le competenze digitali che sono un patrimonio su cui Fastweb investe da anni con Fastweb Digital Academy e Step FuturAbility District. Nel 2022 in ambito Enterprise e in collaborazione con 7Layers è stato inoltre lanciato Fast Security Coach, programma di addestramento basato su una piattaforma avanzata di e-learning per promuovere la cultura della sicurezza nel mondo digitale e aumentare la consapevolezza del personale di aziende, piccole e medie imprese e pubbliche amministrazioni italiane, rispetto ai rischi legati agli attacchi informatici”.

Le potenzialità “democratizzanti” dell’AI

“L’Intelligenza Artificiale è uno strumento formidabile e fortemente democratizzante perché abbassa le barriere all’ingresso e permette di diffondere la cybersecurity a tutti i livelli” ha dichiarato Walter Renna, Chief Product Officer di Fastweb. “Ci troviamo davanti alla grande opportunità di rendere la sicurezza informatica sempre più accessibile e pervasiva, in particolare all’interno delle piccole e medie aziende. Grazie alla nostra rete proprietaria e con l’introduzione, ad esempio, di algoritmi di intelligenza artificiale per la cybersecurity dedicati anche a piccole e medie imprese, abbiamo a disposizione tutti i dati che servono per rendere questi algoritmi intelligenti di difesa sempre più efficaci, con l’obiettivo di incrementare la resilienza informatica di tutto il Paese. La sfida per rendere la cybersecurity sempre più democratica passa anche dalla diffusione delle competenze digitali per tutti, famiglie e aziende, in particolare quelle che promuovono l’uso corretto e sicuro degli strumenti e delle piattaforme digitali. Con Fastweb Digital Academy abbiamo formato oltre centomila persone e continueremo ad impegnarci per avvicinare sempre più persone alle opportunità che il digitale ha da offrire”.

Sicurezza “nativa” per proteggere le imprese

Per quanto riguarda la protezione dalle minacce informatiche, Augusto Di Genova, Chief Enterprise Officer di Fastweb & Presidente di 7Layers, ha evidenziato l’importanza dell’offerta di prodotti e servizi in rete che integrano la sicurezza come elemento nativo, implementato già dalle prime fasi della sua realizzazione: “Quante più aziende riusciranno ad offrire prodotti e servizi con elevati standard di sicurezza, maggiore sarà la resilienza complessiva del sistema di difesa dalle minacce informatiche del tessuto imprenditoriale del Paese”.

La centralità della formazione

Nell’ambito del mismatch di competenze “mancano all’appello globalmente oltre 4 milioni di professionisti specializzati in cybersecurity” ha sottolineato Riccardo Baldanzi, ceo di 7Layers. In quest’ottica, le aziende più innovative in ambito cyber devono avere ancora più fame di competenze ed è necessario mettersi in gioco in prima persona a fianco di enti e istituti di formazione (in particolare con Fastweb Digital Academy ed il mondo delle Università) per contribuire alla formazione di figure professionali specifiche per la sicurezza informatica.
“Una delle principali sfide dei prossimi anni in ambito cybersecurity sarà governare efficacemente l’integrazione sempre più pervasiva dell’AI che aiuterà a gestire e analizzare sempre più minacce in minor tempo. “In particolare 7Layers utilizza algoritmi di intelligenza artificiale, addestrati per analizzare e riconoscere le principali minacce informatiche, che ci permettono di svolgere quindi in meno tempo l’analisi degli attacchi, esportando verso i nostri analisti un prodotto migliore su cui poter lavorare” ha aggiunto.

Un’escalation delle minacce 

L’Italia si trova oggi davanti ad una significativa escalation delle minacce informatiche: nel 2022, anno del conflitto in Ucraina, i numeri degli attacchi cyber nel nostro Paese sono cresciuti esponenzialmente sia in termini di casi trattati, tipologia e gravità. Secondo l’ultimo rapporto Clusit, complessivamente, negli ultimi 4 anni (2022 vs 2018), la crescita del numero di attacchi rilevati ha registrato un incremento del 60%. Secondo un’analisi di EY, oggi il mercato cyber in Italia vale 2€mld, di cui 1,5€mld in ambito Enterprise e sta crescendo a ritmi sostenuti. Le previsioni indicano che supererà i 2,8 €mld entro 3 anni. In questo scenario oggi solo il 15-20% del mercato è costituito dalle pmi.

 “Ci troviamo in una escalation significativa per quanto riguarda le minacce informatiche come certificato dal rapporto Clusit. Nell’ambito della sicurezza informatica osserviamo un processo graduale di maturazione delle aziende verso modelli maggiormente improntati alla protezione dalle minacce informatiche a livello organizzativo e di investimenti” ha dichiarato Ivano Gabrielli, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. “Oltre al bisogno di sempre più professionalità nella cybersecurity, la vera sfida è ispirare nuovi modelli organizzativi nelle aziende che guardino alla sicurezza informatica con il giusto livello di responsabilità”.

L’importanza di partnership e collaborazioni 

Gianluca Galasso, Direttore delle Operations dell’ACN, ha invece evidenziato il ruolo fondamentale giocato dalle partnership e dalle collaborazioni tra pubblico e privato nell’ambito della protezione dalle minacce informatiche. “Il nostro obiettivo è innalzare il livello di resilienza cibernetica del Paese e per fare questo la collaborazione con le aziende è fondamentale non solo per garantirne la protezione ma anche per dare un valore aggiunto allo sviluppo delle attività e dei processi. La vera sfida è arrivare alla creazione di un ecosistema nazionale per la sicurezza informatica basato sulle competenze grazie anche allo scambio collaborativo”.

Necessario uno sforzo culturale

“La sicurezza informatica dovrebbe essere inserita in qualsiasi processo di business. Le aziende più mature lo hanno già capito e hanno diffuso la cultura della cybersecurity sia internamente che esternamente”, ha concluso Michele Colajanni, Professore di Ingegneria informatica presso l’Università di Bologna. Secondo Colajanni per vincere la sfida della cybersecurity è necessario quindi uno sforzo culturale che parta dall’alto e che coinvolga non solo le giovani generazioni, ma anche le nuove generazioni di aziende e imprenditori.

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