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Dalla “nuvola” nuova linfa all’occupazione italiana

Michael Page International registra un +20% di richieste per figure professionali da impiegare in progetti cloud. System engineer, data center architect e application manager le figure più ricercate

22 Giu 2011

Con un indotto di oltre 700 miliardi di euro di fatturato e 2.4
milioni di posti di lavoro in più in Europa, stimati nell’arco
dei prossimi 5 anni, il Cloud Computing sarà un attore
determinante per la crescita economica globale negli anni a venire,
tanto da essere considerata la nuova rivoluzione industriale, in
grado di modificare l’intero paradigma dell’informatica
attuale.

Da gennaio 2011 a oggi, secondo i dati sull’occupazione di
Michael Page International, società europea di recruitment
specializzata in ambito middle e top management, emergono già i
primi effetti positivi sul mercato del lavoro in Italia: primo fra
tutti, l’aumento (+20%) delle richieste di nuovi inserimenti da
parte delle aziende di figure riconducibili al “sistema cloud”
e all’implementazione di progetti dedicati, su tutti i livelli,
sia sul fronte dei fornitori che quello dei fruitori di questa
nuova soluzione tecnologica.

“Il Cloud Computing, la novità più concreta degli ultimi anni
nell’infomation tecnology, rivoluzionerà l’intero comparto,
mobilitando anche il lavoro – puntualizza Angela Battaglia, manager
della divisione Technology di Michael Page – Tutte le grandi
aziende del mondo Ict si sono mosse in direzione della nuvola per
diventare fornitori di questi servizi, e questa è forse la più
importante conferma delle potenzialità di questa tecnologia. Altre
aziende (chiamate clienti amministratori) hanno scelto di
amministrare ciò che viene proposto dai grandi provider,
customizzando e configurando l’offerta con l’aggiunta di
software ad hoc. Ma il vero cambiamento dovrebbe essere al livello
delle medie e piccole imprese che potrebbero vedere alla loro
portata strumenti che prima erano a disposizione solo delle aziende
più ricche”.

I vantaggi sono notevoli, e per approfondire con completezza questo
argomento è utile analizzare le dinamiche sul piano aziendale. Con
questa tecnologia in azienda ogni dipendente potrà accedere in
ogni momento e in ogni luogo al proprio terminale (non servirà
più un vero e proprio computer) e, attraverso un browser
abilitato, potrà avere accesso a tutti i programmi e dati che gli
servono per lavorare e tutto il lavoro sarà sincronizzato sui
server del fornitore del servizio. I benefici sono sostanziali:
tagli ai costi in termini di hardware, di licenze software e di
supporto, venendo a mancare la necessità di aggiornamento dei
programmi (che saranno sempre aggiornati in cloud) e avendo
delegato tutto il sistema IT fisico al provider.

Con le grandi potenzialità, però, viaggiano di pari passo dubbi e
rischi che è fondamentale tenere ben presenti.
“Se allo spauracchio di avere interi reparti IT decimati –
sottolinea la Battaglia – vengono contrapposte le previsioni che
parlano di un giro d’affari da 800 miliardi di dollari nei
prossimi due anni e la costituzione di numerosissime nuove imprese
specializzate in quest’ambito, meno convincenti sono le risposte
in quanto a sicurezza, affidabilità e potenziali problemi di
violazione della privacy di cui bisognerà tener conto”.
Fatto sta che il Cloud Computing è già realtà e sempre più
aziende si affidano ad esso per il proprio business. Se poi anche
le criticità verranno chiarite, è facile prevedere
un’esplosione nell’uso di questa tecnologia e, di pari passo,
nella richiesta di figure lavorative ad essa collegate.

Secondo l'Osservatorio Michael Page International,
dall’inizio del 2011 la percentuale di crescita di figure
professionali è del 20% per tutti e tre i livelli del sistema del
Cloud (i grandi system integrator, i clienti amministratori, le Pmi
e grandi aziende) con aumenti retributivi che oscillano tra il 10%
ed il 15%. In particolare le figure più ricercate risultano
essere, sul fronte dei grandi system integrator, il system engineer
con competenze software, hardware e infrastrutturali, che può
contare su una retribuzione media annua che va dai 35 ai 40 mila
euro, i data center architect che può contare su una retribuzione
che oscilla tra i 40 e i 45 mila euro annui e i responsabili data
center, che guadagnano dai 45 ai 60 mila euro annui.

I clienti amministratori ricercheranno, invece, figure che possano
dare un valore aggiunto ai suddetti servizi, creando pacchetti ad
hoc per il cliente finale. Su questo fronte il profilo maggiormente
richiesto è l’application manager, con competenze manageriali e
background tecnico in ambito applicativ, la cui retribuzione media
annua oscilla tra i 50 mila e i 70 mila euro.

Per quanto riguarda le aziende, sia le Pmi che le Enterprise,
saranno determinanti i ruoli dei Cio, figura ricercata maggiormente
in aziende medio grandi, con competenze strategiche e di
organizzazione, la cui retribuzione varia dagli 80 ai 120 mila
euro, l’IT Manager, figura molto ricercata dall’inizio del
2011, capace di selezionare i giusti fornitori, per efficienza,
qualità, sicurezza e prezzo e al tempo stesso operativo e molto
vicino alle esigenze quotidiane dell’azienda e utente finale.
Retribuzione: dai 55 ai 75 mila euro annui. Ed infine molto
richiesta dalle aziende risultano essere tecnici esperti di questa
tecnologia, per non lasciarsi sfuggire quella che si annuncia come
la “rivoluzione delle nuvole e la cui retribuzioni va dai 35 ai
50 mila euro l’anno.