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Data center AI energivori, la mossa degli Usa: elettricità a carico delle big tech


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Alla Camera americana passa il Ratepayer Protection Act proposto dai Repubblicani: i grandi consumatori di energia come i data center copriranno i costi di qualsiasi potenziamento necessario alla rete elettrica. Ma gli Stati potranno aderire su base volontaria. I Democratici approvano ma promettono battaglia al Senato per norme più incisive

Pubblicato il 21 set 2026



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Punti chiave

  • La Camera ha approvato 417-3 il Ratepayer Protection Act per tutelare i cittadini dai costi energetici associati ai data center AI.
  • Il disegno chiede agli Stati di valutare uno standard federale che imponga ai grandi consumatori di coprire il 100% dei costi di nuove centrali e ammodernamenti di rete.
  • La misura, approvata in modo bipartisan in vista delle elezioni di medio termine, va ora al Senato ma è criticata come sostanzialmente volontaria.
Riassunto generato con AI


I consumi energetici e i costi dei data center Ai diventano materia politica e terreno di battaglia in vista delle elezioni: così negli Stati Uniti, in vista della tornata midterm, i deputati della Camera hanno approvato alla quasi unanimità il Ratepayer Protection Act, primo provvedimento legislativo volto ad affrontare i costi del boom dell’intelligenza artificiale, che dovrà proteggere i cittadini americani dai potenziali costi energetici associati ai data center Ai.

Il tema è talmente rilevante per il consenso dell’elettorato che, pur se questa legge nasce da un disegno di legge simbolo dei repubblicani alla Camera, l’approvazione è stata ampiamente bipartisan: 417 sì contro appena 3 no.

“I grandi data center devono coprire interamente i costi di qualsiasi aggiornamento di sistema necessario, non le famiglie o le piccole imprese. Non possiamo accelerare questa crescita a spese degli americani che lavorano duramente per pagare la bolletta elettrica a fine mese”, ha dichiarato il deputato Gabe Evans (R-Colorado), principale co-firmatario del disegno di legge insieme alla deputata Kathy Castor (D-Florida).

Data center Ai, la nuova rete elettrica a carico delle big tech

L’approvazione rappresenta il primo importante disegno di legge a superare l’iter legislativo del Congresso per affrontare i costi del boom dei data center in un periodo in cui i cittadini – ovvero gli elettori, come sottolinea Politico – sono sempre più preoccupati dei costi e della sicurezza dell’intelligenza artificiale.

Il leader della maggioranza alla Camera, Steve Scalise, nel suo intervento in aula sul disegno di legge a sostegno della misura, ha ovviamente evidenziato i vantaggi dei data center, che rappresentano un “progresso tecnologico”. Tuttavia, ha detto, il progresso non può avvenire a scapito dei consumatori.

Il Partito di Donald Trump, che guarda alle elezioni di medio termine, ha spinto per un iter veloce alla Camera e anche il presidente della Commissione Energia e Commercio, Brett Guthrie (R-Ky.), ha fatto la sua parte “dietro le quinte, sostenendo che il disegno di legge sia in linea con gli obiettivi della Casa Bianca (il presidente ha criticato qualsiasi tipo di regolamentazione dell’intelligenza artificiale e, quindi, l’intervento va giustificato agli occhi dell’elettorato).

I Democratici approvano ma vogliono misure più incisive

Restava da vedere quanti democratici avrebbero sostenuto la legislazione, dopo che alcuni progressisti si erano lamentati del fatto che il disegno di legge non fosse abbastanza incisivo nell’obbligare le aziende tecnologiche a pagare per l’infrastruttura energetica necessaria ai data center. Ma alla fine solo tre democratici hanno votato contro il disegno di legge, tutti progressisti.

“Questo disegno di legge è imperfetto”, ha dichiarato il membro Democratico della Commissione Energia e Commercio, Frank Pallone (D-N.J.), durante il dibattito in aula. “Voglio promettere che non rappresenta la fine del nostro impegno su questi temi; è solo l’inizio.”

Che cosa prevede davvero il Ratepayer Protection Act

Il disegno di legge richiede agli Stati di valutare – non obbligatoriamente di adottare – uno standard federale che garantisca agli enti che sono grandi consumatori di energia elettrica di coprire il 100% dei costi di nuove centrali di generazione e di ammodernamento delle reti di trasmissione.

Il disegno di legge passerà ora al Senato, che ha a disposizione tre settimane di sessione legislativa durante le quali potrà approvare o no il Ratepayer Protection Act prima delle elezioni di medio termine di novembre.

Occorrerà, anche qui, un ampio consenso bipartisan che non è scontato: il membro di spicco della Commissione Energia e Risorse Naturali, Martin Heinrich (D-N.M.), ha espresso scetticismo sul disegno di legge, evidenziando che si tratta di una “struttura sostanzialmente volontaria” non sufficiente a garantire che i data center paghino i propri costi energetici.

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