IL PATTO

Data center AI, Trump in pressing sulle Big tech: impegno contro il caro-prezzi dell’elettricità



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Trattativa con i colossi tecnologici affinché agiscano concretamente sul loro impatto sulla rete energetica. Inoltre, le aziende che alimentano la domanda dovranno farsi carico dei costi di costruzione. Al tempo stesso il governo ne garantirà l’interconnessione per accelerarne lo sviluppo. La Casa Bianca: “Le aziende pagheranno il conto dei loro consumi”

Pubblicato il 12 feb 2026



mercato dei green data center

L’amministrazione Trump sarebbe pronta a chiedere alle big tech di firmare un impegno pubblico per limitare l’impatto sull’ambiente e sui cittadini dello sviluppo dei data center, sempre più grandi ed energivori per sostenere i carichi di lavoro dell’AI. Il governo Usa si preoccupa soprattutto dell’aumento dei prezzi dell’elettricità: un ostacolo alla ricchezza delle imprese e delle famiglie e anche al consenso politico del Presidente repubblicano che si prepara già alle elezioni di mid-term.

Secondo questo Patto volontario sulla sostenibilità dei data center AI preparato dall’amministrazione Trump – di cui Politico ha visionato una bozza -, le aziende tecnologiche si impegnerebbero a garantire che le infrastrutture non causino un aumento dei prezzi dell’elettricità per le famiglie, non esercitino pressioni sulle forniture idriche e non danneggino l’affidabilità della rete. Inoltre, le aziende che trainano la domanda (dunque, gli utenti dei data center AI) dovrebbero contribuire ai costi di costruzione dei nuovi centri dati.

Data center AI e energia, Trump vuole impegno dalle big tech

Oltre a queste misure, le aziende dovrebbero finanziare programmi di sensibilizzazione sull’intelligenza artificiale nelle comunità circostanti e nelle scuole pubbliche, nonché adottare le migliori pratiche per mitigare il rumore e il traffico nei quartieri residenziali limitrofi.

Allo stesso tempo, il governo federale si impegnerebbe ad accelerare l’interconnessione di nuovi data center, contribuendo ad accelerare lo sviluppo dei data center.

“Come annunciato dal Presidente Trump settimane fa, le principali aziende tecnologiche stanno collaborando con il Presidente per ‘pagare il conto’ dei loro consumi energetici durante la costruzione dei data center. Presto arriveranno altre novità!”, ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca, Taylor Rogers, in una nota.

Caro-prezzi dell’elettricità, ci pensano gli hyperscaler

Il patto – “che non è definitivo e potrebbe ancora cambiare”, sottolinea Politico – prende le mosse da un appello lanciato a gennaio dal presidente Donald Trump per ridurre l’impatto dei data center sui prezzi dell’energia. In quel momento Trump aveva affermato che Microsoft sarebbe stata la prima a partecipare.

Oltre a Microsoft, la Casa Bianca starebbe parlando con OpenAI, Amazon, Google, Meta e altre aziende tecnologiche per la firma di questo patto sulla sostenibilità dei data center che vincolerebbe le big tech su un’ampia gamma di principi in materia di energia, acqua e tutela del territorio.

“La gente è scettica. ‘Oh mio Dio, questo aggiungerà la beffa al danno e farà aumentare i prezzi dell’energia’. Capisco le loro preoccupazioni”, ha dichiarato il Segretario all’Energia Chris Wright in un’intervista al podcast Politico Energy. “Stiamo dialogando con tutti gli hyperscaler non solo perché siano un motore a lungo termine della riduzione dei prezzi dell’elettricità sulla rete, ma anche per fermare gli aumenti dei prezzi adesso”.

Che cosa potrebbe implicare il Patto sui data center

Il patto chiuderebbe agli sviluppatori di data center AI di pagare il 100% del costo della nuova generazione di energia necessaria per alimentare le loro strutture. Il patto invita inoltre le aziende a firmare contratti di fornitura di energia elettrica a lungo termine per garantire che altri clienti non finiscano per pagare il conto in caso di guasto del data center.

Le aziende si impegnerebbero analogamente a pagare l’intero costo di eventuali aggiornamenti nella rete di distribuzione necessari per interconnettere i nuovi data center.

Parallelamente, le aziende tecnologiche accetterebbero di collaborare con le autorità di regolamentazione federali, statali e locali per stabilire tariffe di energia e trasmissione che, “in ogni modo possibile”, mantengano indenni e idealmente riducano i prezzi dell’elettricità residenziale nelle giurisdizioni in cui operano i data center. I principi si applicherebbero non solo ai data center di proprietà, ma anche alla capacità che affittano o gestiscono e che è di proprietà di altri.

Tra leadership tecnologica e consenso politico

Il patto non è stato ancora annunciato, ma una sua ufficializzazione segnerebbe uno degli sforzi più ambiziosi dell’amministrazione Trump per “regolare senza regolare” lo sviluppo dell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale in ottica di controllo degli impatti sulle risorse vitali per l’economia.

Un mese fa la Casa Bianca ha lanciato un appello senza precedenti al gestore della rete energetica del Medio Atlantico per un abbassamento dei prezzi dell’elettricità. Ora, con l’enorme richiesta di energia dei data center AI, cresce la preoccupazione del governo Usa che i prezzi salgano ulteriormente, il che potrebbe diventare un ostacolo allo sviluppo industriale, alla ricchezza delle famiglie e anche al consenso politico per un’amministrazione che ha puntato molto sul rapido e illimitato sviluppo dei data center.

Pochi mesi fa, a luglio 2025, Trump ha firmato un ordine esecutivo (“Accelerating Federal Permitting of Data Center Infrastructure”) con cui ha disposto una serie di misure volte ad accelerare e semplificare l’autorizzazione federale alla costruzione di data center e infrastrutture correlate, con l’obiettivo di sostenere la leadership tecnologica e industriale americana, in particolare nel settore dell’AI.

I data center fanno salire o scendere i prezzi dell’elettricità?

Un’analisi di Bloomberg News del 2025 ha rilevato che i prezzi dell’energia elettrica sono aumentati nelle aree direttamente circostanti i data center e un altro documento del 2025 dell’Environmental and Energy Law Program dell’Harvard Law School ha rilevato che i consumatori stanno sostenendo i costi dell’infrastruttura di rete che serve i data center.

La Casa Bianca e le big tech, tuttavia, affermano che i data center non sono da biasimare e che possono rappresentare un fattore significativo per abbassare il prezzo dell’elettricità.

Un rapporto pubblicato la scorsa settimana dall’Edison Electric Institute, l’associazione di categoria che rappresenta le aziende di servizi pubblici di proprietà degli investitori, ha affermato che la maggior parte delle aree con data center non sta registrando costi più elevati. Al contrario, secondo il rapporto, tariffe e accordi ben congegnati per i data center, che attribuiscano maggiore responsabilità per la nuova generazione di energia e le infrastrutture alle grandi aziende tecnologiche, potrebbero contribuire a ridurre i costi per i consumatori.

Ciò, tuttavia, richiede che le autorità di regolamentazione statali dei servizi di pubblica utilità elaborino accordi tariffari e contratti energetici che tengano pienamente conto dei costi delle aziende tecnologiche.

Le iniziative “autonome” di Microsoft, Google e Meta

Le big tech Usa si sono comunque già mosse “autonomamente”, ovvero anticipando la richiesta formale del Presidente. Qualche settimana fa Microsoft ha assunto una serie di impegni sui consumi energici e idrici simili a quelli che sarebbero sanciti nel Patto di Trump.

Il Presidente americano lha pubblicizzato l’annuncio di Microsoft in un post sul suo social Truth aggiungendo che ista lavorando con altre aziende tecnologiche per “garantire che gli americani non ‘paghino il conto’ per il loro consumo di ENERGIA”.

“Vedrete altri annunci”, ha detto Wright. “Probabilmente ne avete visto uno da Google in Georgia, che ha congelato i prezzi dell’elettricità per tre anni con i suoi accordi. Ne sentirete parlare di altri più avanti quest’anno, in cui verranno annunciati grandi progetti di data center in linea con il calo dei prezzi dell’elettricità.”

Anche altre aziende hanno affermato di sostenere già i propri costi. Meta, ad esempio, ha dichiarato di coprire tutti i costi energetici e ha commissionato uno studio, lo scorso anno, che ha rilevato che i progetti di energia pulita sostenuti da Meta aggiungono ulteriore generazione e non aumentano i costi per i contribuenti.

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