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Data center e energia, il paradosso AI: su i consumi ma anche le opportunità di efficienza



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L’accelerazione dell’intelligenza artificiale ridisegna la domanda di energia elettrica a livello globale, chiedendo più capacità ma anche permettendo di ottimizzare la gestione della rete e prevedere i trend. Per utility e operatori occorre unire investimenti infrastrutturali mirati a un mix energetico affidabile

Pubblicato il 15 lug 2026



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L’intelligenza artificiale mette sempre più sotto pressione la domanda di energia proveniente dai data center, eppure proprio l’Ai può permettere di ottimizzare la gestione delle reti elettriche e la distribuzione dei carichi di lavoro realizzando preziose efficienze. Si tratta di un’evidenza anche per i dirigenti del settore elettrico: il 60% si aspetta che l’Ai generi miglioramenti superiori al 10% nella riduzione dei guasti e nella gestione operativa della rete. Tuttavia la consapevolezza non si traduce ancora in azioni concrete, visto solo il 16% ha già implementato approcci avanzati di Ai per l’ottimizzazione in tempo reale.

È quanto emerge dal report “Ai meets the grid: shaping the data center power play” realizzato da Capgemini. La ricerca — condotta su oltre 600 dirigenti senior del settore elettrico e 175 dirigenti di data center appartenenti a organizzazioni con un fatturato annuo superiore a 500 milioni di dollari, in 21 Paesi, a gennaio 2026 – analizza come l’accelerazione dell’Ai stia ridisegnando la domanda di energia elettrica a livello globale, mettendo sotto pressione le reti e aprendo nuove sfide strutturali per le aziende utility e operatori di data center.

Energia e Ai, data center sotto pressione

La rapida espansione dei data center trainata dall’intelligenza artificiale non sta solo aumentando la domanda di energia elettrica, ma sta anche rendendo molto più difficile prevedere l’andamento di questa domanda, mettendo in discussione il modo in cui i sistemi energetici vengono pianificati e sviluppati.

Il 77% dei dirigenti del settore elettrico dichiara di avere difficoltà a stimare con precisione la domanda futura, perché gli schemi consumo legati all’Ai stanno diventando meno stabili e più difficili da modellizzare.

e il 62% ritiene che la variabilità dei carichi legati all’Ai diventerà una delle sfide principali nei prossimi tre-cinque anni. Quasi un dirigente su due (68%) prevede possibili carenze di capacità, poiché la domanda dei data center cresce più velocemente dell’offerta.

Il 67% delle utility segnala richieste di connessione da parte di sviluppatori di data center che non si concretizzano mai: circa il 19% di queste rimane lettera morta, alterando le previsioni e costringendo le aziende energetiche a pianificare capacità potenzialmente inutilizzata.

I carichi di lavoro Ai — training e inferencing — rappresentano oggi il 25% dei consumi elettrici totali dei data center. Nei prossimi tre-cinque anni la previsione è che questa quota salga al 60% a livello globale (63% in Europa), trasformando strutturalmente la composizione della domanda energetica.

Le soluzioni energetiche autonome

Di fronte ai ritardi nelle connessioni, i data center si stanno orientando verso soluzioni energetiche autonome: il 29% ricorre già oggi a sistemi di generazione on-site o behind-the-meter (Btm), il 39% prevede di introdurli entro uno o due anni, e l’86% dei dirigenti considera la capacità di operare in modo indipendente dalla rete un vantaggio competitivo.

L’82% dei dirigenti di data center, e il 66% di quelli del settore elettrico, ritiene che un mix energetico diversificato sia essenziale per garantire affidabilità nel lungo periodo: le sole fonti rinnovabili non sono ancora sufficienti per un’alimentazione continua su larga scala, e l’82% degli intervistati giudica le soluzioni Smr (Small modular reactors) troppo lente rispetto ai picchi di crescita attesi.

Per utility e hyperscaler la prima sfida è l’incertezza

Secondo il report, le attività di previsione sono diventate significativamente più complesse, ma l’Ai rappresenta anche parte della soluzione.

Al di là della crescita, la sfida più grande è rappresentata dall’incertezza. Le utility si trovano sempre più spesso a pianificare capacità destinata a soddisfare una domanda che potrebbe non concretizzarsi mai.

Questa incertezza nelle previsioni crea un grave dilemma nell’allocazione del capitale. Le utility devono decidere non solo quanta capacità installare, ma anche dove e quando dare priorità agli investimenti per la modernizzazione della rete, così da sostenere la domanda futura evitando al tempo stesso il rischio di asset inutilizzati.

Per gli hyperscaler, la sfida è altrettanto critica: devono prendere decisioni infrastrutturali di grande portata in un contesto caratterizzato da previsioni di domanda incerte, disponibilità limitata della rete e tempi di connessione difficili da stimare.

La pressione sulla rete elettrica locale

La situazione è ulteriormente aggravata dalla concentrazione geografica dei data center, che esercita una forte pressione sulle reti locali: oltre la metà dei dirigenti del settore elettrico individua, infatti, nella concentrazione dei carichi un ostacolo significativo alla continuità del servizio, poiché grandi cluster di strutture ad alta densità stanno creando colli di bottiglia localizzati che incidono sulla stabilità del sistema e sulla pianificazione degli investimenti.

“L’Ai sta trasformando i sistemi elettrici ben oltre la semplice crescita della domanda. Sta mettendo in evidenza i vincoli strutturali delle reti in termini di capacità, pianificazione e disponibilità di energia, rendendo al tempo stesso la domanda più dinamica e difficile da prevedere”, ha dichiarato Alberto Matassino, Market Unit Head Public Sector, Energy & Utilities di Capgemini in Italia. “La sfida non riguarda più solo la quantità di energia necessaria, ma la capacità di fornirla in modo affidabile, nel posto giusto e al momento giusto. Le aziende energetiche hanno un ruolo fondamentale come orchestratori di sistema, sfruttando l’Ai per bilanciare le risorse della rete e dei clienti, accelerare la capacità effettivamente disponibile e consentire la prossima fase di crescita dei data center.”

Energia e data center, il duplice ruolo dell’Ai

Come evidenziato dal report, la risposta dei dirigenti del settore elettrico è contraddittoria. Da un lato questi manager considerano l’Ai un fattore di potenziamento per la pianificazione e l’affidabilità della rete: circa sei intervistati su dieci si aspettano che le analisi avanzate basate sull’intelligenza artificiale possano generare miglioramenti superiori al 10% nella riduzione dei guasti, nella produttività operativa e nelle attività di prevenzione e ripristino delle interruzioni di servizio.

Al tempo stesso, meno della metà degli intervistati (45%) dichiara di utilizzare attualmente l’Ai per l’ottimizzazione della rete. Solo il 16% delle aziende del settore elettrico ha implementato approcci più avanzati basati sull’Ai per ottimizzare i flussi di energia, aumentare la resilienza e migliorare le prestazioni del sistema in tempo reale, così da tenere il passo con la rapida crescita della domanda.

La modernizzazione “intelligente” della rete elettrica

Il report evidenzia, inoltre, che i tempi di realizzazione delle infrastrutture di rete rappresentano un vincolo critico per assorbire la rapida crescita della domanda generata dai data center dedicati all’AI. Ciò sottolinea l’urgenza di accelerare la modernizzazione della rete proprio attraverso l’intelligenza artificiale e le tecnologie climatiche, al fine di garantire un approvvigionamento energetico affidabile, accessibile e sostenibile.

Al momento, di fronte ai limiti della rete e ai ritardi nelle connessioni, come già accennato, i data center stanno progressivamente passando da soluzioni di sola emergenza a sistemi di generazione primaria behind-the-meter (Btm) e a impianti situati in prossimità del sito. Oltre sette intervistati su dieci ritengono che tali soluzioni ridurranno in modo significativo la dipendenza dalla rete entro cinque anni.

La maggioranza degli intervistati (86%) considera la capacità di operare in modo indipendente dalla rete un vantaggio competitivo, e questa evoluzione sta ridefinendo il tradizionale rapporto tra utility e grandi consumatori di energia, introducendo nuove opportunità ma anche sfide di coordinamento.

Vincere la sfida con investimenti mirati, mix energetico e operazioni Ai-based

Inoltre, di fronte alle sfide dell’Ai, le utility e gli operatori di data center considerano ancora necessario un mix energetico equilibrato e diversificato per una crescita affidabile e sostenibile dei data center. Otre due terzi (68%) dei dirigenti del settore elettrico e dei data center a livello globale considerano il gas naturale una soluzione di transizione nel breve periodo, in attesa che le energie rinnovabili e le tecnologie di accumulo raggiungano una scala sufficiente, generando tuttavia tensioni rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione.

“Sia per i fornitori di energia che per gli operatori di data center, la sfida principale non è più solo aumentare la capacità, ma farlo in un contesto di incertezza, requisiti di reattività e crescente complessità del sistema”, conclude Matassino.Il successo dipenderà dalla capacità di integrare in modo coerente investimenti infrastrutturali, forniture energetiche e operazioni basate sull’Ai per gestire una domanda in crescita e volatile, bilanciando al contempo affidabilità, costi e sostenibilità.”

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