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BRUXELLES

Data retention, l’Ue porta la Germania davanti alla Corte di Giustizia

La Commissione europea bacchetta Berlino per la mancata adozione del nuovo regolamento sulla conservazione dati. Proposta una multa di 315mila euro per ogni giorno di ritardo nel recepimento della direttiva

01 Giu 2012

Paolo Anastasio

La Commissione Europea vuole portare davanti alla Corte di Giustizia la Germania, rea di non aver implementato il regolamento di data retention emanato nel 2010 dall’Ue. La Commissione ha chiesto di multare Berlino per 315mila euro per ogni giorno di ritardo nell’implementazione della direttiva europea sulla conservazione dati.

La commissione fa sapere che nel 2010 la Corte costituzionale tedesca ha bocciato la legge per l’implementazione della nuova direttiva Ue, che impone agli Isp e alle compagnie telefoniche di conservare i dati di traffico telefonico e le informazioni di localizzazione degli utenti.

Le autorità Ue hanno precisato di aver concesso tempo sufficiente alla Germania per emanare le nuove regole. Non c’è nulla che dal 2010 ha impedito alla corte costituzionale tedesca di emanare il nuovo regolamento. “Da allora, le autorità tedesche non hanno indicato come e quando intendono adottare la nuova normativa in linea con le regole dell’Ue”.

La commissione ha aggiunto che l’attuale proposta tedesca in tema di conservazione dati, conosciuta come “quick freeze plus”, non è sufficiente per implementare le regole Ue.
Nel contempo, la Commissione ha archiviato un caso analogo nei confronti dell’Austria.

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