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Declassato il debito di Hp, pesa l’acquisizione-record di Autonomy

S&P abbassa il rating da A a BBB+. “Colpa di una politica finanziaria aggressiva” insieme a strategie caratterizzate da repentini cambi di direzione e dall’alto turnover del management

01 Dic 2011

Standard & Poor’s declassa il debito di Hewett-Packard, colpa di
“politiche finanziarie aggressive”, strategie di crescita poco
corerenti e alto turnover del management. A pesare è soprattutto
la cifra esorbitante sborsata per l'acquisto di Autonomy –
oltre 10 miliardi di dollari – ma nella decisione di S& di
abbassare il debito di Hp di due punti, da una singola A a triplo B
più, contano anche i buyback di azioni che potrebbero incrementare
il rischio della compagnia americana. S&P ha anche abbassato il
rating di breve periodo di Hewlett-Packard ad A-2 dal precedente
A-1.

Hewlett-Packard ha mandato via due chief executive in 14 mesi. Nel
frattempo le vendite ristagnano e l’acquisizione per 10,3
miliardi di dollari della software company britannica Autonomy,
annunciata ad agosto con l’ex Ceo Leo Apotheker, ha scatenato le
ire degli investitori e contribuito alla cacciata del manager
tedesco a favore dell’attuale Ceo Meg Whitman.

“Hp deve rafforzare la posizione finanziaria generando cash e
ripagando il debito”, afferma Shaw Wu, analista di Sterne Agee &
Leach a San Francisco.

Le previsioni di utili per il primo trimestre di Hewlett-Packard e
l’outlook per gli utili dell’anno intero hanno mancato le stime
degli analisti questo mese. La Whitman intende rivitalizzare i
business dei Pc e dei servizi It, che stentano a riprendere
slancio, potenziando la spesa in ricerca e sviluppo e limitando le
prossime acquisizioni (con investimenti non oltre i 500 milioni di
dollari, ha garantito). L’obiettivo è salvaguardare il contante
e stimolare l’innovazione, elementi trascurati dalle gestioni
precedenti.

La Whitman ha anche deciso di mantenere il business dei Pc, dopo
l’annuncio dato ad agosto da Apotheker di un possibile spinoff
che tanto ha sorpreso i mercati. Il nuovo Ceo ha promesso piani
più dettagliati nei prossimi mesi, ma intanto ha fatto sapere che
intende "raddoppiare o triplicare l’attuale revenue in
software, attuamente pari a 5 miliardi di dollari”, come riporta
l’agenzia Reuters, mentre sul futuro di webOs, il sistema
operativo ereditato con l’acquisto di Palm, la Whitman ha
detto: “E’ complicato. Quello di cui abbiamo bisogno è una
decisione ben ponderata, senza fretta”.