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Decolla in Italia la spesa per i servizi cloud

Idc stima una crescita del 41% per l’anno 2011. E la virtualizzazione sarà la testa d’ariete: il 35% delle imprese pianifica soluzioni ad hoc per i desktop

22 Mar 2011

2011 all’insegna del cloud per l’Italia. Secondo le stime Idc
più recenti – presentate oggi in occasione della
Virtualizzazione & Cloud Computing Conference 2011 – anche nel
nostro Paese la crescita della spesa in Servizi Cloud sarà
significativa, con un incremento del 41% rispetto al 2010.
Un’evoluzione destinata a proseguire nel tempo, visto che nel
periodo 2008-2014, si stima che questo mercato raggiungerà i 671
milioni di euro entro il 2014.
Una trasformazione che riguarderà sia le modalità di investimento
da parte della domanda che il fronte competitivo. A questo sviluppo
sostenuto dei Cloud Services in Italia si accompagneranno processi
di implementazione differenziati ma egualmente importanti nel
contribuire alla trasformazione della filiera IT e
Telecommunications.

“Uno dei driver più importanti sarà l’affermazione di forme
più avanzate di virtualizzazione IT – spiega Fabio Rizzotto,
Research Director IT di Idc Italia – I dati indicano che il 35 %
delle aziende sta pianificando di adottare soluzioni di
virtualizzazione del destkop. Le aziende che stanno già
utilizzando la desktop virtualization stanno vivendo una seconda
fase – la virtualizzazione 2.0 – che agisce principalmente sul
controllo dei costi operativi e gestionali ed è in grado di
assicurare migliori livelli di servizio.”
Secondo la società di analisi queste dinamiche fanno intravedere
il passaggio alla cosiddetta “virtualizzazione 3.0”, fase che
comprende Cloud Computing, SaaS (Software-as-a Service), IaaS
(Infrastructure-as-a-service) e PaaS (Platform-as-a-Service) in
versione interna, esterna o ibrida, che si manifesterà
progressivamente in un arco di medio periodo.

Il cammino di transizione alla virtualizzazione 3.0 porterà le
aziende a ripensare all’organizzazione, alle procedure e ai
processi, ma offrirà anche grandi opportunità per ottenere
riduzioni dei costi e per migliorare efficienza e
flessibilità.
Sul fronte del Private Cloud Computing in organizzazioni complesse
Idc porta il case study dell’Università di Bologna, “Siti
Internet di Corso di studio”, un servizio integrato che
l’ateneo ha creato a supporto della didattica per aumentare
qualità, velocità ed efficacia delle informazioni agli studenti e
gestire la relazione con loro lungo l’intero ciclo degli studi.
Il sito ha promosso una serie di innovazioni sia tecnologiche che
organizzative, di processo e prodotto e, facendo leva su una
soluzione di Private Cloud Computing, ha permesso di raggiungere
significativi risultati a livello economico e di qualità dei
servizi nonché un risparmio annuo superiore ai 900mila euro.

A livello mondiale, invece, come conferma anche Matthew Eastwood,
Group Vice President, Enterprise Platforms Group Idc "grazie
anche alla ripresa economica prevista nel 2011, ritieniano che
molte organizzazioni IT accelereranno le attività di
trasformazione dei loro datacenter. I datacenter stanno vivendo un
rapido processo di ottimizzazione, nella direzione della
virtualizzazione, automazione, convergenza e strategie Cloud. Per
quanto riguarda i dati, Idc ritiene che nel 2011, si assisterà ad
una transizione, con il raddoppio dei device mobili “smart”
venduti rispetto ai laptop tradizionali. Questi device
“connessi” porteranno ad un’esplosione delle interazioni
sociali, delle transazioni mobili e della creazione di contenuti
digitali. Il risultato è che nei prossimi cinque anni, la
creazione di dati aziendali crescerà di 7.5 volte, e il numero dei
server virtuali triplicherà. Idc prevede un’esplosione del
“data analytics”, necessaria per supportare i processi di
decision making delle aziende attraverso l’analisi di grandi
volumi di dati non strutturati. In questo processo, le aziende
faranno sempre più leva sul Cloud Computing".

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