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Digital transformation, le Tlc accelerano sulle reti virtuali

Report Abi Research: mercato Nfv e Sdn in crescita a quota 38 miliardi di dollari nel 2022. Ma restano incognite su standardizzazione e comprensione delle nuove opportunità di revenue

Pubblicato il 16 Mag 2017

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Alle porte del 5G, il futuro delle telco è sempre più legato allo sviluppo di nuovi modelli di business relativi a servizi innovativi a partire da ambiti applicativi come smart home e smart city. In tale contesto, le telco sono chiamate ad una massiccia metamorfosi da carrier puri a digital service provider che passa sempre più dall’implementazione su larga scala di big data e virtualizzazione, Network Function Virtualization (Nfv) e Software Defined Networking (Sdn). Quest’ultime, in particolare, abilitano quel grado di agilità, robustezza e affidabilità necessario all’erogazione dinamica di servizi personalizzati che utilizzano in modo efficiente le risorse di rete. Accanto agli operatori, particolarmente interessati a questa rivoluzione sono i fornitori di apparati e tecnologie di rete.

Dopo un avvio più lento di quanto previsto, il mercato delle tecnologie Nfv si appresta ad entrare in una fase di investimenti cospicui che toccheranno a livello globale a quota 38 miliardi di dollari entro il 2022, secondo Abi Research. Il Nord America guiderà il mercato con una quota pari a 13 miliardi di dollari entro il 2022 mentre l’Europa sperimenterà il più alto tasso di crescita di investimenti con un Cagr stimato del 53% dal 2017 al 2022. A livello di spesa, l’hardware relativo a server, dispositivi di storage e switch avrà progressivamente un valore minore, mentre crescerà il peso di software e servizi che sperimenteranno un tasso di crescita pari al 55% e al 50% rispettivamente. Ad oggi, gli early adopter dichiarano benefici in termini di diminuzione di Capex e Opex, agilità di servizio e riduzione dei tempi di deployment per i nuovi elementi di rete.

Tuttavia, sebbene il mercato sia in evoluzione con un’expertise tecnica in fase di maturazione alcune sfide, in termini di standardizzazione e piena comprensione dei benefici, sono destinate a restare aperte nei prossimi anni.

Secondo Neha Pachade, Senior Analyst di Abi Research “nel 2015 e 2016, il mercato Nfv ha sperimentato alcuni successi iniziali ma anche alcuni passi indietro e riconsiderazioni. Gli early adopter hanno condotto proof of concept con l’obiettivo di comprendere l’impatto delle tecnologie Nfv sul piano tecnico, operativo e sulla cultura aziendale. Dal punto di vista dei vendor, sicuramente queste tecnologie rappresentano un’opportunità nel prossimo futuro ma non è ancora chiaro se vi sarà una cannibalizzazione delle linee di prodotto hardware attuali o se si creerà una nuova offerta di mercato”. I primi contratti siglati e i trend di mercato mostrano che i principali beneficiari saranno sia i vendor affermati come Ericsson, Huawei e Nokia ma anche produttori di nicchia come Amdocs e Netcracker. Inoltre, i system integrator rivestiranno un ruolo sempre più importante.

Ad ogni modo, attualmente l’implementazione di Nfv è vista principalmente come un esercizio per tagliare i costi e bisognerà aspettare l’arrivo del 5G e dei relativi servizi verticali per un’adozione di massa e lo sviluppo di nuove opportunità di revenue.

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