Digital transformation, Samaritani: "Serve ricetta italiana" - CorCom

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Digital transformation, Samaritani: “Serve ricetta italiana”

Il direttore generale di Agid a CorCom: “Possiamo ispirarci ad esperienze internazionali di grande prestigio, ma rimettersi in cammino non basta. È necessario individuare la ricetta che meglio si adatta al nostro modello socio-culturale consentendoci di accelerare più degli altri”

16 Nov 2016

Antonio Samaritani, Direttore Generale AGID

Per aggredire il processo di trasformazione possiamo ispirarci ad esperienze internazionali di grande prestigio, a paesi che per primi hanno saputo fare dell’evoluzione dell’informatica pubblica la leva per un crescente sviluppo economico e sociale dei paesi. Rimettersi in cammino però non basta. È necessario individuare la ricetta che meglio si adatta al nostro modello socio culturale consentendoci di accelerare più degli altri.

Siamo di fronte ad una rivoluzione antropologica: la strategia nazionale, il quadro normativo e gli strumenti tecnici tracciano la strada su cui camminare; gli amministratori pubblici e la burocrazia è chiamata a traghettare realtà complesse verso un nuovo modo di intendere l’amministrazione mentre ai cittadini viene chiesto di modificare spesso profondamente le proprie abitudini.

I progetti strategici che avevamo individuato sono stati messi a sistema sfociando nella definizione di una strategia IT nazionale che saprà essere inclusiva e competitiva.

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Nasce così il “Piano Triennale dei sistemi informativi della PA”, documento programmatico di pianificazione strategica ed economica che ha l’ambizione di diventare il modello di riferimento per il sistema paese nello sviluppo dei sistemi informativi nazionali. Definirà le linee guida della strategia operativa di sviluppo dell’informatica pubblica, i principi architetturali fondamentali, gli obiettivi cui tendere, e classificherà le spese e i beni su cui concentrare la razionalizzazione.

Si evidenzia così, sempre più chiaramente la via per lo sviluppo del digitale italiano: il pubblico definisce regole, standard e realizza piattaforme abilitanti; il privato programma investimenti di lungo periodo e sfrutta nuove opportunità di mercato creando soluzioni che si integrano con le piattaforme nazionali.

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