La Commissione europea ha presentato un Piano d’azione per contrastare possibili violazioni dello spazio aereo e mitigare i rischi che l’uso non autorizzato di droni comporta per le infrastrutture critiche e le frontiere esterne.
Il Piano d’azione costituisce una risposta ai presunti sorvoli di droni non identificati su alcuni aeroporti del Vecchio continente e rappresenta, si legge in una nota, “un ambizioso progetto per una maggiore cooperazione e solidarietà a livello di Ue, che risponde alle richieste degli Stati membri e del Parlamento europeo per un approccio unitario contro le minacce poste dai droni malevoli”.
Il progetto, che prevede anche l’utilizzo di connettività 5G, si concentra sulla dimensione civile della sicurezza interna, integrando e supportando il lavoro svolto dalla Commissione nel settore della difesa e rafforzando le sinergie civili-militari. Inoltre, il Piano d’azione ha l’ambizione di contribuire allo sviluppo di un mercato europeo dei droni competitivo, liberando il potenziale di innovazione, crescita e creazione di posti di lavoro in questo importante settore.
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Le tre priorità del Piano d’azione
Il Piano d’azione è concepito per affiancare gli Stati membri attraverso azioni coordinate, integrando le misure nazionali e concentrandosi su tre priorità: migliorare la preparazione, potenziare le capacità di rilevamento, coordinare le risposte e rafforzare la prontezza di difesa dell’Ue.
In primo luogo, per migliorare la preparazione dell’Unione, il piano propone un nuovo approccio allo sviluppo tecnologico e al rapido incremento della produzione industriale. In particolare, il progetto prevede una mappatura industriale civile-militare coordinata per attrarre investimenti e supportare l’innovazione e l’interoperabilità, a cui si aggiunge il rafforzamento della capacità di test anti-drone grazie a un nuovo Centro di eccellenza anti-drone dell’Ue e allo sviluppo di un sistema di certificazione per i sistemi anti-drone. È previsto anche il lancio di un Forum sui droni e sull’industria anti-drone per promuovere il dialogo con gli attori industriali, al fine di aumentare la produzione.
Parallelamente, la Commissione proporrà un pacchetto sulla sicurezza dei droni per rinnovare le norme vigenti sui dispositivi civili e adattarle alle nuove realtà in materia di sicurezza. Il pacchetto includerà misure per una valutazione coordinata dei rischi a tutela delle catene di approvvigionamento tecnologiche sia per i droni che per i sistemi anti-droni, oltre al lancio di un’etichetta “Eu Trusted Drone” per identificare le apparecchiature sicure sul mercato.
Per salvaguardare le infrastrutture critiche, la Commissione fornirà linee guida chiare per gli operatori, avvierà un progetto pilota per migliorare la sorveglianza marittima e aiuterà gli Stati membri a difendersi dalle minacce ad alta quota, come i palloni meteorologici lanciati da fuori dall’Ue.
Tecnologie e reti 5G per un migliore rilevamento dei droni
Rilevare, tracciare e identificare i droni dannosi è fondamentale per contrastare le minacce. A tal fine, il piano d’azione prevede misure che sosterranno l’emergere di sistemi di visualizzazione aerea unici, integrando tutti i dati rilevanti per identificare i droni legittimi, e valuteranno con gli Stati membri la progressiva istituzione di una piattaforma per gli incidenti con i droni.
Il rilevamento di droni dannosi si basa su un approccio multisensoriale, che combina diverse tecnologie basate su software di intelligenza artificiale.
Di fronte all’attuale panorama delle minacce, e in particolare al crescente utilizzo di sciami di droni, è necessario sfruttare con urgenza le reti 5G per il rilevamento dei droni, connessi o meno.
Per supportare una rapida implementazione e test in tempo reale del rilevamento basato sulla connettività di quinta generazione, la Commissione lancerà un invito a manifestare interesse per gli Stati membri e l’industria.
Rafforzare le risposte all’attività dei droni dannosi
Sebbene gli Stati membri siano i principali responsabili delle misure di risposta alle minacce dei droni, l’Ue può apportare un chiaro valore aggiunto sostenendo questi sforzi in corso. La Commissione lancerà un invito ai Paesi interessati a unire le forze negli appalti pubblici e nell’impiego di sistemi anti-droni. Sosterrà inoltre lo sviluppo di sistemi di “comando e controllo” europei sovrani basati sull’intelligenza artificiale e valuterà la possibilità di creare squadre di risposta rapida alle emergenze anti-droni per una maggiore solidarietà tra gli Stati membri.
La Commissione propone inoltre di organizzare un’esercitazione anti-droni annuale su larga scala a livello comunitario per testare la cooperazione transfrontaliera e le sinergie civili e militari. Continuerà inoltre a fornire a Frontex, l’agenzia di guardia costiera e di frontiera dell’Ue, i droni e la tecnologia necessari per la sorveglianza delle frontiere. Frontex fornirà orientamenti pratici sui modelli di impiego a più livelli e sulla gestione degli incidenti transfrontalieri.
Aumentare la prontezza di difesa dell’Europa: l’alleanza con l’Ucraina
La Commissione, infine, intensificherà il suo sostegno alla creazione di un ecosistema di droni più solido, promuovendo legami più stretti tra governi e industria attraverso la Drone Alliance con l’Ucraina. Accelerando lo sviluppo di tecnologie di difesa a prezzi accessibili e la produzione di massa, questo lavoro costituirà la base dell’iniziativa europea per la difesa tramite droni e dell’iniziativa Eastern Flank Watch, un progetto faro proposto nella Defence Readiness Roadmap 2030.
I programmi di finanziamento dell’Ue sostengono già lo sviluppo tecnologico dei droni e delle capacità anti-droni, in particolare attraverso Horizon Europe, il Fondo europeo per la difesa e lo strumento per la gestione delle frontiere e i visti. La Commissione continuerà a sostenere finanziariamente gli Stati membri attraverso questi strumenti, nonché attraverso il programma europeo per l’industria della difesa e i prestiti Safe.
La prospettiva nel medio termine
Nei prossimi mesi, la Commissione avvierà discussioni con gli Stati membri sulle azioni proposte e sulle priorità evidenziate, sulla base del principio di co-titolarità. Collaborerà inoltre a stretto contatto con altri attori, tra cui l’industria e il Parlamento europeo.
Il Piano d’azione, precisano da Bruxelles, dovrebbe essere visto come un processo dinamico, da adattare in base all’evoluzione e alla natura delle minacce. Per coordinare l’attuazione, la Commissione valuterà quindi la possibilità di istituire con gli Stati membri un meccanismo strategico che colleghi le diverse dimensioni e garantisca una stretta cooperazione con il Consiglio, prevedendo anche la nomina di coordinatori nazionali per la Sicurezza dei Droni, che promuoveranno e supervisioneranno l’attuazione nazionale di queste azioni.











