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E-book? Meglio in prestito. La nuova minaccia per gli editori

Negli Usa fa sempre più adepti il club dei lettori in Rete che si scambiano contenuti una volta scaricati. A rischio le vendite

11 Mar 2011

Il prestito di e-book sta prendendo il volo negli Stati Uniti, dove
negli ulitmi mesi il numero di club di lettori online spuntano come
funghi. I siti, alcuni dei quali hanno migliaia di utenti,
permettono a utenti sconsociuti, non registrati, di prendere in
prestito gratis gli e-book di Amazon.com e quelli della piattaforma
Nook di Barnes & Noble. Fra i siti più popolari ci sono
BookLending, Lendle e ebook Fling. Lo scrive il Wall Street
Journal.

Si tratta dell’ultima evoluzione nel settore degli e-book, che ha
sconvolto il mercato tradizionale dell’editoria modificando alla
radice i fondamentali dell’industria. Le biblioteche pubbliche
non possono prestare gli e-book in formato Kindle, ma possono farlo
soltanto per gli e-reader.

In passato, I lettori di Kindle e Nook erano pochi, visto che la
condivisone dei libri era limitata ad un ristretto circolo di
amici. Per scambiarsi un e-book, due utenti dovevano conoscere
l’e-mail reciproca per avviare il prestito. I nuovi siti in
circolazione consentono ai lettori di accedere ad un bacino più
ampio di persone e quindi a un numero maggiore di titoli di
e-book.

Gli aspetti negativi di questi nuovi siti riguardano la scarsità
dell’offerta. La maggior parte degli editori non consente il
prestito degli e-book. Inoltre, i titoli possono essere presi in
prestito soltanto una volta e per un periodo limitato di due
settimane. Ciò significa che per ogni prestito andato a buon fine,
il numero di titoli disponibili diminuisce a meno che non arrivino
nuovi utenti con dei libri disponibili.

Secondo alcuni editori che guardano da vicino al fenomeno del
prestito di e-book, è pericoloso mettere a disposizione troppi
titoli. Il prestito di e-book sarebbe un deterrente all’acquisto
di libri di carta ma anche di libri digitali.

Sull’altro fronte, gli inventori dei siti di prestito online di
e-book dicono che stanno aiutando gli editori perché i lettori,
dopo il prestito, sono più propensi ad acquistare altri libri
della stessa serie di quella presa in prestito, oppure a comprare
libri di altri autori.

“La gente dice ‘Io ho preso in prestito un libro e l’ho
comprato perché non sono riuscito a finirlo in tempo (prima della
fine del prestito ndr)’”, dice Jeff croft, creatore di Lendle.
“Questo fenomeno è molto ricorrente”.

I siti di prestito online sono proliferati nel periodo in cui le
vendite di e-book sono diminuite. I consumatori hanno speso un
miliardo di dollari in e-books nel 2010, una cifra destinata a
triplicare entro il 2015, secondo stime di Forrester Research.
Negli Usa ci sono 10 milioni di e-reader in circolazione a fine
2010, il triplo rispetto ai 3,7 milioni del 2009.

BookLending e Lendle hanno aperto negli ultimi due mesi, mentre
eBook Fling aprirà lunedì prossimo. Gli inventori di questi siti
hanno detto di essersi ispirati ad Amazon e Barnes & Noble, primi
player a consentire il prestito di e-book per Kindle. Secondo stime
degli analisit, Kindle detiene due terzi del mercato americano
degli e-book. Catherine MacDonald, fondatrice di BookLending, ha
detto che il suo sito ha più di 16mila utenti registrati, e che
finora hanno effettuato 20mila prestiti.

Il processo di prestito è simile per tutti I siti. Gli utenti
chiedono la disponibilità del titolo che vogliono prendere in
prestito. L’utente che dispone del titolo richiesto, ad esempio
un e-book per Kindle, i due sono indirizzati su una pagina di
Amazon per lo scambio. Chi prende il libro in prestito ne dispone
per due settimane, al termine delle quali il titolo sparisce dalla
libreria e ritorna disponibile su quella della persona che l’ha
dato in prestito.

Gli utenti di BookLending e Lendle possono scambiarsi soltanto
titoli per Kindle, mentre eBook Fling consente lo scambio di titoli
per Kindle e Nook.

I tre siti sono gratuiti per gli utenti. Ma se i libri non sono
disponibili per il prestito, allora gli utenti vengono
reindirizzati su Amazon, ottenendo una commissione se gli utenti
acquistano un libro lì.
I tre siti offrono incentivi agli utenti per rendere disponibili I
titoli di cui dispongono. Lendle richiede di mettere a disposizione
almeno un titolo prima di ogni richiesta di prestito, mentre un
algoritmo privilegia gli utenti che prendono spesso in prestito i
libri.

Non c’è garanzia di riuscire a prendere in prestito il libro
desiderato e I tempi possono essere lunghi. Gli utenti non sono
obbligati a prestare i libri che hanno in libreria, possono
rifiutarsi via mail.

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