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E-commerce, la Ue raddoppia i tempi di recesso dall’acquisto

Disco verde del Parlamento europeo a portare a due settimane il periodo entro il quale si può annullare un ordine online. Introdotto l’obbligo di assistenza voce h24 per i fornitori via web

17 Giu 2011

E' stato approvato praticamente all'unanimità in
Parlamento l'accordo tra Consiglio e Commissione sulla
normativa che tutela maggiormente i consumatori nel commercio
online e garantisce chiare condizioni comuni per le imprese
concorrenti nel mercato unico. Punti principali: il raddoppio del
tempo di recesso dall'acquisto (che passa da 7 a 14 giorni),
l'obbligo per i venditori di indicare chiaramente quando si
impongono clausole vincolanti e di fornire un servizio telefonico a
prezzo standard per l'assistenza in voce.

Il testo è passato in Commissione mercato interno e protezione dei
consumatori con 28 voti a favore, nessun contrario e 3 astenuti.
"Più sicurezza per i consumatori che effettuano acquisti
online e regole comuni per le imprese. Sono queste le basi
dell'accordo politico tra il Parlamento e il Consiglio sulla
direttiva che tutela i diritti dei consumatori", ha commentato
il relatore del Parlamento, il tedesco Andreas Schwab (Ppe),
aggiungendo che "i consumatori e le imprese ne usciranno
entrambi vincitori. Abbiamo fatto un grande passo per avvicinarci a
un mercato interno comune in Europa".

Il relatore ombra dell'Alde, il francese Robert Rochefort, ha
esaltato la maggiore tutela nelle vendite online: "Per
contratti a distanza conclusi per via elettronica, si prevede un
sistema che assicura che l'ordine corrisponde al desiderio del
consumatore, come le caratteristiche principali del bene o del
servizio, il prezzo totale. Il consumatore potrà controllare tutto
prima della convalida finale. Con queste nuove regole i
commercianti devono mettere a conoscenza del consumatore il prezzo
inclusi tutti i costi aggiuntivi".

Il testo di compromesso è stato approvato dal Coreper, in una
lettera datata 15 giugno, ma la nuova normativa deve ancora essere
formalmente approvata dal Consiglio dei ministri e dovrà essere
attuata dagli Stati membri entro due anni. Lo stesso accordo sarà
messo ai voti in plenaria a Bruxelles giovedì 23 giugno.

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