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IL PROGETTO

e-Security, a Trento la mappa digitale del crimine

Co-finanziato con 448mila euro dalla Ue, il progetto punta alla realizzazione di un software georiferito che incrocia i dati per identificare le zone della città più a rischio. In campo Questura, Comune, Università e Fondazione Bruno Kessler

10 Apr 2013

E.L.

Arriva a Trento “eSecurity“, il progetto pilota a livello nazionale finanziato con 448 mila euro dalla Ue che consentirà di disporre di innovativi strumenti digitali per la prevenzione del crimine. Contro il “disordine urbano” sarà sperimentata la “predictive policing”, un insieme di algoritmi matematici gestiti da un apposito software – anche condiviso online- e voluto dal Questore, Giorgio Iacobone, dalla neo Rettrice dell’Università di Trento, Daria de Pretis, e dal sindaco, Alessandro Andreatta. Base del progetto è un nuovo software georiferito che incrocia e organizza vecchi e nuovi dati per elaborare le mappe del rischio in città. Le nuove applicazioni digitali agevoleranno la prevenzione dei reati e aiutaranno a gestire elementi di disordine e insicurezza in città.

Secondo Salvatore Ascione, vice questore aggiunto della Questura di Trento, spiegando i dettagli del progetto “eSecurity – Ict for knowledge-based and predictive urban security“, “gli eventi criminali tendono a concentrarsi in luoghi specifici del tessuto urbano e in particolari archi temporali ed e’ partendo da questo assunto, proprio della criminologia ambientale, che eSecurity intende utilizzare i dati sui crimini di cui vengono a conoscenza le forze dell’ordine, le informazioni sul disordine urbano e sul grado di insicurezza della comunità di riferimento, leggendoli attraverso modelli matematici”. Secondo Ascione “sarà possibile individuare le aree della città e gli intervalli temporali di maggiore rischio per prevedere la futura concentrazione di eventi criminali, disordine e insicurezza. La possibilita’ di prevenire questi fenomeni permetterà, perciò, di razionalizzare le risorse a disposizione delle forze dell’ordine e degli enti locali con interventi più mirati”.

Il progetto è co-finanziato dalla Commissione europea, nell’ambito del programma Isec 2011 “Prevention of and Fight against Crime” della Direzione generale Affari Interni, e vede coinvolti anche il gruppo di ricerca eCrime e la Fondazione Bruno Kessler.

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