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eBay sotto schiaffo dei fondatori di Skype

Niklas Zennstrom e Jonus Frris chiedono un risarcimento di 75 mld di dollari al giorno per violazione di copyright di una tecnologia di loro proprietà e ancora utilizzata da SKype

17 Set 2009

Non accenna a placarsi la tempesta attorno a Skype. Dopo
l’acquisizione da parte di eBay, il programma di telefonia sul
web più famoso del mondo non ha mai sviluppato appieno il suo
potenziale, e il sito di e-commerce ha deciso di cedere, per 1.9
miliardi di dollari, il 65% di Skype. Salvo scoprire un grosso ma:
l’aver lasciato fuori dai giochi i fondatori, Niklas Zennstrom e
Jonus Frris, non era qualcosa che i due programmatori fossero
disposti ad accettare. Soprattutto perché la Joltid, la compagnia
guidata dai due svedesi, è ancora la proprietaria intellettuale di
una delle tecnologie che permettono a Skype di funzionare e già in
passato aveva portato eBay in tribunale con l’accusa di aver
violato gli accordi.

Ora la Joiltd ha accusato il sito d’aste di violazione del
copyright, ritenendo che eBay sia responsabile della modifica della
tecnologia Joltid e di un uso non appropriato della stessa, senza
rispettare le licenze. Un’accusa che è stata estesa anche alla
Silver Lake Partners, La Index Ventures, la Andreessen Horowitz e
infine alla Canada Pension Plan Investment Board, che assieme hanno
rilevato la maggioranza del software di telefonia.

Richiedendo la cifra astronomica di 75 milioni di dollari al
giorno, oltre alla sospensione dall’uso di quella tecnologia,
ovvero nella sostanza a fermare Skype da un giorno all’altro: e
dell’importanza della causa eBay non ha fatto mistero, al punto
di averla inserita nell’ultima trimestrale, per gli pesanti
sviluppi che una sconfitta potrebbe avere sul gruppo, nonostante
siano fiduciosi di poter sviluppare un software alternativo per
sostituire quello che hanno in licenza.