Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Ecco l’Agenda digitale Ue. Rivoluzione Ict in cinque anni

Il 50% degli europei in rete a 100 Mb entro il 2020. Mercato unico per film e musica online. Azzeramento del roaming entro il 2015. Questi i principali obiettivi dell’Agenda a firma Neelie Kroes svelata oggi. “Per l’Europa un’economia digitale virtuosa”

19 Mag 2010

Cinque anni per creare “un’economia digitale virtuosa e in
grado di auto-replicarsi”. E’ l’obiettivo dell’Agenda
Digitale presentata oggi dal suo responsabile (e vicepresidente
della Commissione europea) Neelie Kroes. Un piano strategico – in
tutto 39 pagine – che si concentra sugli investimenti per le
infrastrutture dell’Internet ultraveloce e spinge sul mercato
unico europeo per film e musica online. “Dobbiamo porre gli
interessi dei cittadini e delle aziende europee al centro della
rivoluzione digitale – dice la Kroes – in modo da sfruttare appieno
il potenziale dell’Ict per la creazione di nuovi posti di lavoro,
la sostenibilità e l'inclusione sociale”.

Subito le reazioni degli operatori europei. "La
regolamentazione sull’accesso alle Ngn tenga conto dell’alto
rischio di investimento", dice il direttore dell’Etno,
Bartholomew. Mentre l’Ecta: "L’Agenda è una chance – dice
il chairman von Roenne – per eliminare definitivamente la scarsità
di concorrenza".

Sette le aree d'azione: creazione di un mercato unico del
digitale, interoperabilità estesa, Internet sicuro, accesso alla
Rete molto più veloce, investimenti più consistenti in Ricerca e
Sviluppo, aumento dell'alfabetizzazione e dell'inclusione
digitale, utilizzo dell’Ict per sostenere le sfide del
cambiamento climatico e dell'invecchiamento demografico.

In particolare si punta al broadband ultraveloce entro il 2020 (il
50% delle case dovrà avere accesso al Web a oltre 100 Mbps),
all’e-commerce (50% della popolazione dovrà comprare online
entro il 2015), al commercio transnazionale (il 20% della
popolazione comprerà oltre confine entro il 2015), a singoli
mercati per servizi Telecom (le differenze fra roaming e tariffe
nazionali si avvicinerà allo “zero” entro li 2015),
all’incremento di R&D Ict (raddoppio di investimenti fino al
raggiungimento di quota 11 miliardi).

L'Agenda digitale prevede 100 interventi di follow-up; di
questi, 31 dovrebbero essere di carattere legislativo.
“Misureremo passo per passo i progressi raggiunti nei vari
ambiti” scrive la Commissione. “Vari commissari europei
lavoreranno in sinergia con le istituzioni dell'Unione europea
e con le parti interessate per trasformare l'Agenda del
digitale in realizzazioni concrete”.

Ecco le tappe prefissate per poter arrivare, per esempio, entro il
2013 alla copertura broadband per tutti i cittadini e, entro il
2020, alla copertura del bradband veloce (30 Mb) con almeno metà
del numero delle abitazioni abbonate all’accesso al broadband a
100 Mb.
1) Entro il 2015, il 50% della popolazione europea dovrà poter
fare shopping online. Il 20% deve poter utilizzare anche servizi
online transnazionali.
2) Entro il 2015 uso regolare di Internet esteso dal 60 al 75%
della popolazione e, nel caso di aree a digital divide, dal 41 al
60%.
3) Entro il 2015 riduzione del 50% della popolazione che non ha mai
usato Internet (dal 30 al 15%).
4) Entro il 2015, metà della popolazione europea dovrà poter
utilizzare servizi pubblici online. Oltre la metà di questi
dovranno ricevere risposta via Internet.
5) Entro il 2020, gli Stati membri dovranno aver raddoppiato gli
investimenti in ricerca e sviluppo Ict per un complesso di 11
miliardi.

Per quanto riguarda l’obiettivo mercato unico, la Commissione
nota che i mercati dell'Ue sono ancora segmentati da barriere
che impediscono l'accesso a servizi di Tlc e digitali e a
contenuti offerti su scala europea. Il numero di brani musicali
scaricati attualmente negli Usa è quattro volte superiore rispetto
all'Ue, che presenta mercati frammentati caratterizzati da una
mancanza di offerta legittima. La Commissione intende aprire
l'accesso a contenuti legittimi in rete semplificando i
meccanismi esistenti di liberatoria del diritto d'autore,
rilascio transfrontaliero di licenze e gestione dei diritti.

Altre azioni comprendono l'agevolazione dei pagamenti e della
fatturazione elettronica nonché la semplificazione della
risoluzione delle controversie in rete.

I cittadini europei, dice la Commissione, non faranno ricorso a
tecnologie delle quali non si fidano. Una risposta europea meglio
coordinata e norme più rigorose in merito alla protezione dei dati
personali costituiscono dunque "parte della soluzione a questo
problema – si legge nel documento -. Potenzialmente, le azioni
potrebbero anche obbligare i gestori di siti web a comunicare agli
utenti eventuali violazioni della sicurezza che coinvolgono i loro
dati personali".

Oggi, solo l'1% dei cittadini Ue ha accesso a reti ad alta
velocità a fibra ottica, contro il 12% dei giapponesi e il 15% dei
sudcoreani (cfr. tabella allegata). "L'internet
superveloce è un requisito essenziale per una crescita economica
forte, per la creazione di nuovi posti di lavoro e di prosperità,
ma anche per garantire che i cittadini possano accedere ai
contenuti e ai servizi che desiderano – si legge -. La Commissione
esplorerà, tra le altre cose, anche vari modi per attrarre
finanziamenti destinati allo sviluppo delle reti a banda larga
attraverso meccanismi di rafforzamento del credito e fornirà
orientamenti su come incoraggiare gli investimenti nelle reti a
fibra ottica".

L'Europa deve investire di più nel settore R&S, dice la
Commissione, e deve facilitare il concretizzarsi sul mercato delle
migliori idee prodotte in Europa. L'Agenda mira, tra
l'altro, a incrementare gli investimenti privati con fondi
regionali europei e ad aumentare i finanziamenti Ue destinati alla
ricerca così che l'Europa possa tenere il passo con i
concorrenti e addirittura superarli. Gli investimenti Ue nella
ricerca Ict rappresentano meno della metà di quelli Usa (37
miliardi di euro contro 88 miliardi, nel 2007).

Oltre la metà dei cittadini europei (250 milioni) si collega ogni
giorno a internet, ma un altro 30%, dice la Commissione, non lo ha
mai fatto, ma "tutti, vecchi e giovani e a prescindere
dall'estrazione sociale – dice Bruxelles -, hanno diritto ad
accedere alla conoscenza e alle competenze necessarie a far parte
dell'era digitale, dato che ormai, e sempre in maggior misura,
il commercio, i servizi pubblici, quelli sociali e sanitari,
l'istruzione e la vita politica sono reperibili in
rete".

“Dobbiamo investire nell'uso intelligente della tecnologia e
nello sfruttamento delle informazioni per trovare soluzioni che
riducano il consumo energetico – scrive la Commissione -,
sostengano una popolazione che invecchia, consentano ai pazienti di
avere un ruolo più incisivo e migliorino l'accesso alla rete
delle persone con disabilità. Uno degli obiettivi potrebbe essere
di consentire ai pazienti la consultazione delle cartelle cliniche,
ovunque si trovino in Europa, entro il 2015. L'Agenda
contribuirà allo sviluppo di Ict per il risparmio energetico,
quali tecnologie d'illuminazione allo stato solido (Solid State
Lighting, SSL) che utilizzano il 70% in meno di energia rispetto a
quelle tradizionali”.

Plaude l’Etno, l'associazione che rappresenta le grandi
compagnie di Tlc europee: bene "l’attenzione posta al
bisogno di un’accelerazione sul broadband ultraveloce fisso e
mobile – dice il direttore Michael Bartholomew -, e al
rafforzamento degli incentivi per investimenti privati". La
prossima raccomandazione per l’Nga “dovrà riflettere – dice
Bartholomew – le priorità dettate dall’Agenda, e permettere un
approccio regolatorio più mirato per l’Nga”. In linea con il
principio secondo cui “ogni approccio regolatorio deve tener
conto degli elevati rischi di investimento, del livello variabile
di competizione a seconda delle differenti aree geografiche e della
promozione di un’equa condivisione dei rischi fra chi investe e
chi accede”.

Ok anche dall’Ecta, secondo cui “un mercato unico pienamente
funzionante permetterà ai consumatori e alle aziende di trarre
vantaggio da una scelta pià ampia, prezzi più bassi e velocità
di navigazione più alte” dice il chairman Hubertus von Roenne.
Purtroppo, dice Ecta, il recente Ue sulla competitività digitale
rivela non solo che la competizione è stagnante, ma che “gli
incumbent stanno riguadagnando terreno in alcuni Paesi”. E questo
evidenzia dunque la necessità di un’”azione forte da parte
della Commissione in grado di affrontare scorrette politiche del
prezzo sugli accessi da parte degli operatori dominanti”.

Durante il suo lavoro in veste di Commissario alla concorrenza,
Neelie Kroes “ha adottato una linea dura nel correggere
comportamenti abusivi come il margin squeeze – dice il presidente
di Ecta -. Di conseguenza oggi invitiamo la signora Kroes a
prevenire ulteriori abusi attenendosi con fermezza al principio dei
prezzi di accesso cost based”