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Etno: dal cloud 2,4 mln di nuovi posti di lavoro in Ue

Secondo il presidente Luigi Gambardella per garantire la crescita della Nuvola serve stimolare gli investimenti in Ngn così da sostenere i volumi di traffico ed elaborare un quadro regolatorio ad hoc: “No a interventi legislativi sui servizi ma playing field”

12 Apr 2011

"Il cloud computing sarà un potente motore per la crescita
economica, la produttività ed il commercio, che farà risparmiare
alle economie europee più di 700 miliardi di euro nei prossimi 5
anni e creerà fino a 2.4 milioni nuovi posti di lavoro”. Lo
assicura il presidente di Etno Luigi Gambardella, intervenuto oggi
al seminario sul Cloud Computing organizzato dalla Camera di
Commercio Americana presso l’Unione Europea. Il cloud computing
è oggi una realtà ed i maggiori operatori di telecomunicazioni
già offrono servizi basati sulla tecnologia “a nuvola” ai
cittadini e alle aziende europee.

“I servizi di cloud computing comporteranno inevitabilmente
un’importante crescita del traffico e richiederanno pertanto
maggiore capacità di upload e download” ha sottolineato
Gambardella, rilevando che sono fondamentali condizioni per
stimolare gli investimenti del settore privato nelle reti di
accesso di nuova generazione, fisse e mobili.

Anche un quadro regolatorio chiaro ed equilibrato riveste
un’importanza cruciale. “Tutti i player che forniscono servizi
online ai cittadini europei dovrebbero essere soggetti agli stessi
obblighi sulla protezione dei dati, indipendentemente dalla loro
collocazione geografica o dal loro settore economico – ha affermato
il chairman di Etno – vi è bisogno di un vero level playing field:
stesso servizio, stesse regole”.

Tuttavia, questa ridefinizione del quadro di riferimento per il
cloud computing non deve aprire le porte ad un ulteriore intervento
legislativo sullo sviluppo dei servizi di cloud. “Il contesto del
cloud computing non rende necessario introdurre nuovi e specifici
diritti per i consumatori – ha concluso Gambardella – le regole
generali sulla protezione dei dati e dei consumatori dovrebbero
piuttosto essere semplicemente applicate a tutti gli attori in
gioco”.

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