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Facebook, pioggia di polemiche sul riconoscimento facciale

Bufera sul nuovo servizio lanciato in sordina da Marck Zuckerberg, che consente in automatico di dare un nome a tutte le foto taggate sul social network 

08 Giu 2011

Facebook: dagli una foto e ti dirà chi è. Grazie a un nuovo
algoritmo di riconoscimento facciale il social network sta creando
polemiche dentro e fuori la Rete perché consente di identificare
automaticamente le persone raffigurate nelle fotografie
'postate' dal suo mezzo miliardo di utenti.

La nuova iniziativa, introdotta in dicembre negli Stati Uniti, è
stata adesso estesa "alla maggior parte dei Paesi" e
dunque anche ai 22 milioni di utenti italiani. Lo ha annunciato a
cose fatte e senza particolare fanfara il blog ufficiale
dell'azienda di Mark Zuckerberg. Unico requisito: anche la
persona "taggata" deve essere iscritta a Facebook.

Ogni giorno oltre cento milioni di tag venivano finora apposti
manualmente alle foto dagli utenti di Facebook, spiega il blog del
social network. Facebook non è il solo software o servizio online
che applica la tecnologia del riconoscimento facciale – lo fanno ad
esempio Picasa di Google e iPhoto di Apple – ma il suo uso in una
superpotenza da 500 milioni di utenti ha messo particolamente in
allarme.

Google, che non ha fatto mistero di possedere tutti gli strumenti
per "taggare" automaticamente persone, ha di recente
deciso di non applicarli a Google Goggles "perché dobbiamo
valutare le implicazioni sulla privacy", ha detto
l'amministratore delegato Eric Schmidt.

Immediate dunque per Facebook le critiche dei gruppi per la difesa
della riservatezza che già tenevano il social network sotto
stretta osservazione: come per molti altre "feature" di
Facebook, la novità viene applicata di default, cioè in
automatico, senza la richiesta di un consenso preventivo degli
utenti.

"Sta all'utente disattivarla se desiderato, mentre sarebbe
meglio consentire alla gente di scegliere se adottarlo", ha
detto al Guardian Marc Rotemberg dell'americano Electronic
Privacy Information Center, uno dei tanti attivisti del web che
chiedono a Facebook di ribaltare la sua filosofia di condivisione
delle informazioni.

Per Rotemberg non è chiaro tra l'altro quali informazioni
relative all'identità della persona "taggata", ad
esempio l'indirizzo di email, saranno associate con le foto nel
database del social network. "A quanto pare ancora una volta
Facebook erode la privacy online dei suoi utenti con azioni
invisibili", ha commentato Graham Cluley, un consulente di
Sophos, gruppo specializzato della sicurezza sul Web.
E sempre Cluley ha suggerito agli utenti di Facebook di
disabilitare la funzione sui "Tag Suggestions" in modo
che altri non possano identificarli in automatico sulle foto.

Ma non è semplice orientarsi nel labirinto di impostazioni e per
arrivare ad alzare una barriera al riconoscimento automatico
bisogna fare sei clic del mouse: andare alle "impostazioni
account", cliccare su "impostazioni sulla privacy" e
quindi su "personalizza le impostazioni". Poi trovare la
voce "Suggerisci agli amici le foto in cui ci sono io",
selezionare "modifica le impostazioni" e barrare
finalmente la casella "no".