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L'INCONTRO

Facebook pronto a collaborare con la Privacy italiana: chiesti i nomi delle aziende di marketing politico

Faccia a faccia tra Antonello Soro e Yvonne Cunnane Head of Data Protection and Privacy dell’azienda. La piattaforma si impegna a fornire tutti i chiarimenti sulle possibili violazioni commesse in Italia. Il Garante Soro : “In caso di tutela dei dati personali potremo imporre ai giganti della rete precise misure prescrittive e irrogare pesanti sanzioni”

24 Apr 2018

Piena collaborazione da parte di Facebook al Garante Privacy italiano che sul caso Cambridge Analytica ha aperto un’istruttoria. E’ emerso dal faccia a faccia che si è svolto oggi a Roma tra il presidente del’authority Antonello Soro e una delegazione dell’azienda californiana guidata dalla responsabile europea per la privacy dell’azienda stessa, Yvonne Cunnane.

L’Autorità ha chiesto alla società americana ulteriore documentazione in merito alla possibile violazione dei dati personali di decine di migliaia di utenti italiani già individuati e di altri ancora da identificare. “Ci aspettiamo da Facebook – ha detto Soro – piena collaborazione nel prosieguo di questa istruttoria e confidiamo – aggiunge Soro – che la multinazionale americana rafforzi le garanzie per la protezione dei dati dei cittadini italiani ed in generale europei, anche ai sensi del nuovo Regolamento privacy che sarà definitivamente applicabile a partire dal prossimo 25 maggio”.

Sul tema, il Garante si coordinerà con le altre Autorità europee nell’ambito del Social Media Working Group costituito – anche su richiesta italiana – presso il Gruppo “Articolo 29” (WP29).

Facebook provvederà a fornire tutti i chiarimenti in merito alle numerose questioni sottoposte dall’Autorità italiana; in particolare quali e quante società che effettuano marketing politico hanno avuto accesso ai dati degli utenti; informazioni in merito alle policy e alle tecnologie utilizzate relative al riconoscimento facciale; modalità per l’adeguamento del trattamento dei dati personali al Gdpr; modalità di profilazione degli utenti, con particolare riferimento ai dati sensibili;  tipo di controlli effettuati sugli sviluppatori delle app collegate a Facebook.

“Le grandi società operanti su Internet – ha detto ancora Soro – proprio in virtù del rilevante potere che esercitano e delle enormi quantità di dati personali che trattano, devono dimostrare di operare nel rispetto della legge e di meritare la fiducia dei loro utenti”. “Nel caso in cui si riscontri una non adeguata tutela dei dati personali – sottolinea il Presidente Soro – potremo imporre ai giganti della rete precise misure prescrittive e irrogare pesanti sanzioni. La sanzione maggiore, però, è quella che rischiano di ricevere dai loro stessi utenti, che abbandonano le piattaforme a seguito della violazione del patto fiduciario che ad esse li lega, con conseguente perdita del valore di mercato delle aziende interessate”.

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