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Facebook spinge sul data center open source

In cantiere una nuova fondazione con l’obiettivo di promuovere la creazione di standard aperti per le grandi banche dati. Intanto l’azienda avvia la realizzazione del primo centro per la raccolta dei dati in Europa, a 100 chilometri dal Circolo polare artico

28 Ott 2011

Facebook si fa paladina dei data center open source, con una nuova
fondazione sponsorizzata dal social network il cui compito sarà
creare standard aperti per le grandi banche dati. Solo con
tecnologie open source, infatti, sostiene Facebook, si può
accelerare l’innovazione e rendere le infrastrutture più
efficienti.


Le 
web company non rivelano quasi mai informazioni critiche
riguardanti la loro infrastruttura informatica, ma Facebook vuole
spingerle a rendere note almeno le specifiche tecniche dei data
center. In questo modo, afferma la società del social network, si
potranno creare data center più “verdi”, accelerare il ritmo
dell’innovazione nell’hardware e permettere alle aziende di
ottenere capacità di elaborazione e conservazione dei dati ancora
maggiori.

Frank Frankovsky, director of hardware design and supply chain di
Facebook, paragona l’iniziativa di oggi al movimento open source
nel mondo del software: “L’open source non riguarda solo il
software ma può coinvolgere anche l’hardware”, ha dichiarato
all’Open Compute Project Summit a New York.
 Per questo
Facebook ha deciso di creare una fondazione, che raccoglierà
contributi, voterà sui diversi progetti proposti e promuoverà i
migliori. Il gruppo, che si ispira alla Apache Software Foundation,
fisserà anche degli standard per proteggere la proprietà
intellettuale di quanti contribuiscono, favorendo così una
partecipazione ampia e diffusa.

Della fondazione non fa parte solo Facebook: nel board, oltre a
Frankovsky, siedono top executive di Intel, Rackspace Hosting,
Goldman Sachs, Arista Networks. 
Inoltre al progetto già
partecipano alcuni provider di hardware per data center come Dell,
ha fatto sapere Frankovsky.

L’annuncio di Facebook è in linea con la decisione presa ad
aprile scorso di rendere pubblici i dati sui suoi computer, server
rack, sistemi di backup e altri elementi delle sue infrastrutture
di data center. Sempre ad aprile la società aveva dichiarato che
la sua banca dati in Oregon era il 38% più efficiente dal punto di
vista energetico e il 24% più efficiente dal punto di vista dei
costi delle macchine che aveva usato fino ad allora.

Intanto Facebook ha confermato la realizzazione di un nuovo data
center a 100 km dal Circolo Artico, a Lulea: la scelta è ricaduta
sulla città del nord della Svezia per il clima, che facilita le
operazioni di raffreddamento, e l'ampia disponibilità di
energia idroelettrica. Non solo sarà il primo data center di
Facebook in Europa ma anche il più grande del genere nel nostro
continente, e anche il più settentrionale. La struttura
consisterà di tre edifici contenenti server su un’area di 28.000
metri quadrati. Il primo edificio sarà operativo in un anno, il
resto sarà completato entro il 2014.
 La società non ha
rivelato dettagli finanziari, ma secondo la stampa svedese Facebook
starebbe investendo tra 464 e 773 milioni di dollari.