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Frequenze tv, Bernabè: “Un’asta andrebbe deserta”

Nessun futuro per una gara competitiva secondo il presidente esecutivo di Telecom Italia. E sulla banda larga italiana: “Copertura netta dell’88%, ma manca la domanda: penetrazione dell’Adsl pari al 59%”

14 Dic 2011

Un'asta per le frequenze tv al posto del beauty contest
"ho l'impressione che andrebbe deserta": lo ha detto
il presidente esecutivo di Telecom Italia, Franco Bernabè, a
margine della presentazione del progetto "Navigare
insieme".

Ricollegandosi al tema dell'iniziativa presentata
("Navigare insieme" punta a promuovere le nuove
tecnologie tra gli over 60) Bernabè ha detto che "per la
diffusione della banda larga, abbiamo una grande infrastruttura: la
copertura netta è dell'88%, quella lorda del 97% con una
differenza tra lorda e netta che deriva solo dalla velocità".
Ma a fronte di questa copertura "che è molto importante e non
dissimile a quella degli altri Paesi, abbiamo una penetrazione
dell'Adsl del 59%, quindi un terzo della infrastruttura è
sottoutilizzata. E poi la domanda non cresce piu'" ha
detto. Al contrario, "abbiamo bisogno che questa
infrastruttura venga sempre più utilizzata e in questo crediamo di
fare un servizio al Paese. Io credo che Internet farà al paese
quello che ha fatto la televisione negli anni 50 e 60".
"Navigare insieme" è una piattaforma web che con un
linguaggio semplice e una serie di interazioni multimediali,
consente un primo approccio ai mezzi informatici a tutte età. Sono
previsti corsi nelle scuole di 12 città italiane con i giovani
studenti che salgono in cattedra e raccontano agli anziani
internet, i social network e gli strumenti digitali.

Tornando al beauty contest, sul nodo dei sei multiplex digitali è
intervenuto anche il presidente della Rai, Paolo
Garimberti: "Sarà il Governo a decidere". Mentre per il
leghista Davide Caparini "il governo intende mettere la
tagliola con la fiducia ma noi non ci arrendiamo. La questione
della gestione di una risorsa così preziosa come le frequenze tv
deve essere affrontata e risolta. Il 'beauty contest' è un
atto ministeriale pertanto un ordine del giorno sarà più che
sufficiente per impegnare il governo ad ottimizzare e rendere
remunerativo un patrimonio così strategico" dichiara in
merito dell'emendento presentato a prima firma Maroni per la
cancellazione del 'beauty contest' che assegna
gratuitamente le frequenze tv sostituendolo in parte con una gara
onerosa per le tlc e in parte per la sistemazione e
l'ottimizzazione del segnale per le tv attualmente
operanti.

Contro il beauty contest anche Assoprovider, l'associazione di
oltre 200 operatori del settore media e delle telecomunicazioni,
che ha depositato un esposto alla Procura regionale del Lazio della
Corte dei Conti in tema di assegnazione di frequenze televisive. In
particolare la denuncia ha come oggetto un possibile danno alle
casse dello Stato derivante dall'assegnazione da parte del
ministero dello sviluppo economico delle frequenze tv lasciate
libere dal passaggio dall'analogico al digitale.
Secondo alcune stime fatte nei giorni scorsi i sei multiplex
oggetto di assegnazione potrebbero invece portare, se messe
regolarmente a gara, la somma rilevante di 2,4 miliardi di
euro.
La mancata adozione di un procedimento di gara aperto alla libera
concorrenza appare in grado di determinare – a parere
dell'Associazione – un rilevante danno erariale. Per questo
l'associazione ha trasmesso al ministero dello sviluppo una
istanza di ritiro immediato del bando e del disciplinare di gara,
sollecitando allo stesso dicastero l'attivazione dei propri
poteri di annullamento in autotutela, al fine di rinunciare
all'espletamento delle procedure di gara basate sul beauty
contest.