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FUTURE PROOF. Cinque piattaforme a prova di futuro

Debutta sul nostro quindicinale cartaceo la nuova rubrica a cura di Maurizio Dècina, professore ordinario di reti e telecomunicazioni al Politecnico di Milano

24 Gen 2011

Nella seconda decade del secondo millennio è importante sviluppare
tecnologie ICT “a prova di futuro”: future proof. Nel senso che
queste tecnologie devono soddisfare i bisogni che sono prevedibili
nel futuro, un futuro che sarà molto più rapido nel cambiamento
rispetto a quello della prima decade. Se nel 2011 si progettano
infrastrutture dell’informazione a prova di futuro, queste
dovrebbero resistere per almeno venti anni, fino al 2030. Ecco qui,
cinque piattaforme ICT, certamente a prova di futuro.

Cloud Computing
Il modello di fornitura dei servizi a nuvola è applicabile a
tutti, consumatori e imprese, e promette il raggiungimento di due
grandi obiettivi: 1) una diminuzione dei costi dell’IT aziendale
(hardware, licenze software, personale addetto) con trasformazione
dei costi da Capex a Opex; 2) un aumento dell’agilità aziendale,
in termini di flessibilità e rapidità di immissione sul mercato
di prodotti/servizi innovativi e competitivi. Tutti gli attori
della filiera di Internet vogliono diventare erogatori di servizi
Cloud: da Apple agli operatori di tlc.

Mobile Applications
and Media Tablets
I dispositivi per l’accesso a
Internet in mobilità, quali iPhone e iPad, hanno aperto nuove
strade per la fruizione dei servizi mobili da parte dei
consumatori. Questi terminali sono dotati di nuove tecnologie
(giroscopi, touch screen; ricevitori GPS) che ne esaltano le
capacità di uso e in un certo senso banalizzano la tecnologia
stessa per potenziare l’uso delle applicazioni e dei servizi. Il
paradigma vincente è quello dell’Apple Store, e cioè di un
servizio di distribuzione online di musica, video e applicazioni,
secondo il modello del cloud computing.

Social Communications
and Collaboration
Le tecnologie ICT per le imprese
saranno integrate nei prossimi cinque anni con le tecnologie delle
reti sociali, quali MySpace, Facebook, LinkedIn. Sono coinvolti i
quattro settori dei Social Media: Networking, Collaboration (wiki,
blog, collaborative office, crowdsourcing), Publishing (YouTube,
flickr) e l’emergente Social Feedback che riporta le opinioni
delle comunità sui prodotti/servizi fruiti tramite networking,
collaboration e publishing. Il compito delle aziende è quello di
coordinare e coniugare le tecnologie di comunicazione d’impresa
(CRM, internal collaboration) con quelle emergenti dai Social
Media.

Context-Aware
and Ubiquitous Computing
Nel futuro i dispositivi
mobili saranno dotati di sensori capaci di interagire via radio con
l’ambiente intelligente circostante, con l’Internet delle cose,
e serviranno per accedere ad un vasto menù di servizi di contesto
ambientale, quali: pagare parcheggi, ricevere informazioni locali,
aprire varchi. Anche i produttori di dispositivi mobili si stanno
diversificando verso la fornitura di servizi online grazie
all’accesso garantito dai terminali stessi e alla fidelizzazione
dei clienti. È di questi giorni la disputa tra Apple e gli
operatori radiomobili per l’uso della Sim card virtuale di
Gemalto al posto di quella fisica degli operatori. Apple identifica
infatti tramite carta di credito i propri clienti di servizi
online.

Business and Social Analytics
La diffusione dei
dispositivi mobili, lo sviluppo dei social media e le applicazioni
degli ambienti intelligenti, annunciano l’avvento di grandi
progressi nelle tecniche di analisi dei dati e di previsione dei
consumi da parte delle imprese e dei consumatori. La tecnologia
promette cambi significativi del modo di operare della business
intelligence tramite simulazioni in tempo reale. In particolare,
l’analisi dei dati nelle reti sociali permette di misurare e
interpretare i risultati delle interazioni tra individui e
associazioni, nei riguardi di processi che si svolgono nelle
comunità, nei posti di lavoro e nel ciberspazio.

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