IL RAPPORTO

Glocus: l’e-mail spiazza la posta tradizionale

In calo costante l’uso della posta business transnazionale, prioritaria e registrata. Principale responsabile la e-substitution con posta elettronica, Pec e piattaforme social

Pubblicato il 06 Dic 2012

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La posta elettronica e i social network stanno lentamente “uccidendo” tutti i settori del mercato postale italiano. Lo sostiene il rapporto “Il futuro del mercato postale italiano” curato da Vincenzo Visco Comandini, docente di Economia, per il think thank “Glocus”.

“La ragione principale è la cosiddetta e-substitution – si legge nel documento – ovvero la sostituzione elettronica della posta cartacea come lettere singole sostituite da email, estratti conto e fatture inviati on-line, ecc.”.

Secondo le stime di Tnt, dal 2010 al 2015 la posta business transazionale subirà una riduzione media annua dell’1,3% a causa dell’affermazione degli estratti conto online. Stessa flessione prevista per la posta prioritaria, che viene in larga parte sostituita da email e social network. Anche la posta registrata (raccomandate e assicurate) registra un declino dell’1,8%, soppiantata dalla Pec e colpita dai tagli alla spesa pubblica che spingono le amministrazioni a contenere il suo utilizzo. L’unico settore in controtendenza è quello del direct mail, cioè gli invii pubblicitari per corrispondenza, che possono vantare un incremento dell’1,4%.

Il calo dei volumi, diffuso anche fuori dall’Italia, sta creando tensione sui bilanci degli operatori postali. Ma i nuovi media, da potenziali nemici, possono anche diventare amici o comunque fiancheggiatori. Tra le proposte di Glocus perché il settore postale recuperi terreno e competitività, ce n’è infatti una che coinvolge anche i nuovi media: la “sperimentazione in zone rurali di forme di recapito digitale alternativo/complementare a quello fisico delle lettere, contestualmente al lancio di progetti sperimentali, finanziati dallo stato e/o dall’Unione Europea, di riduzione del digital divide e di alfabetizzazione di specifiche comunità locali all’uso di Internet”.

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