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Google, 900 milioni di dollari per i brevetti di Nortel

L’azienda punta a fare il pieno di licenze strategiche nel mercato della telefonia mobile. E si arma per scongiurare nuove controversie che rischiano di rallentare l’avanzata di Android. In discussione al Congresso una riforma per arginare la piaga delle guerre legali sulle patenti hi-tech

05 Apr 2011

Google mette in campo 900 milioni di dollari per l'intero
portafoglio brevetti – 6mila patenti – di Nortel Networks, il
produttore canadese di attrezzature di rete in fallimento. Sarebbe
l'acquisizione più grossa di Google dopo quella di YouTube e
di DoubleClick. Ma al di là della cifra in ballo, l'operazione
la dice lunga sulla guerra dei brevetti che si sta accendendo negli
Stati Uniti, e in particolar modo nella Silicon Valley, dove le
più grandi e potenti compagnie come Google sono quotidianamente
alle prese con cause legali per violazione di licenze. E dove sul
tema brevetti si sta discutendo una riforma delle regole al
Congresso.

Perché Google vuole i brevetti di Nortel? Non è escluso che in
futuro possa utilizzare alcune delle tecnologie coperte dalle
licenze. Ma l'obiettivo fondamentale è un altro: difendersi
dalle controversie legali, soprattutto quelle – intentate, fra gli
altri, da Apple, Oracle e Microsoft – che sta accumulando contro
Android, la cui affermazione potrebbe dunque dover affrontare una
battuta d'arresto. Acquistando un grosso portafoglio di patenti
Google si attrezza dunque a tener testa alle cause in corso, e
anche alle future, su brevetti per settori centrali al suo
business. Intanto, le mette in cassaforte tenendole lontane dalle
mani dei concorrenti. Inoltre, detenere una grande quantità di
diritti le consente di poter minacciare contro-cause.

"Per Google – dice Daniel B. Ravicher direttore esecutivo
della School of Law Public Patent Foundation Cardozo che sostiene
la riforma delle patenti attualmente in discussione – il rischio
che i brevetti vadano in altre mani vale più di 900 milioni di
dollari".

Kent Walker, senior vp e general counsel di Google, scrive nel blog
della compagnia che "una delle migliori difese contro questo
tipo di controversie è, ironicamente, possedere un formidabile
portafogli di patenti: ti lascia mano libera nello sviluppo di
nuovi prodotti e servizi. A contrario, gli attacchi legali
costituiscono un freno all'innovazione".

Ma non basta. La mossa adombra anche l'importanza crescente del
business mobile per Google. Molte delle maggiori licenze nel
pacchetto riguardano infatti tecnologie per terminali mobili, in
particolar modo la piattaforma Android. Ma comprendono anche
licenze per reti ottiche, voce e semiconduttori oltre che per
wireless, search e social networking. "Google sta cercando
legittimità nel mercato dei cellulari" dice Robert P. Merges
direttore del Berkeley Center for Law and Technology di Berkeley,
Università della California.

Nortel ha scelto l'offerta di Google come base d'asta per
6mila patenti, 2.600 delle quali negli Usa. Nortel conta di tenere
l'asta in giugno.

La riforma in discussione al Congresso tenta di mettere un argine
all'ondata di cause legali tra aziende tecnologiche che rischia
di intasare i tribunali. Sono centinaia le denunce per violazioni
di brevetti fra giganti dell'hitech, senza contare quelle fatte
scattare dai "collettori di brevetti", come Ntp.
Google possiede 630 licenze secondo la United States Patent and
Trademark Office, mentre Apple ne ha 3.830 e Microsoft circa
18mila.