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Google dribbla la class action per violazione della privacy

Il colosso del web, sotto accusa per la diffusione di materiale riservato attraverso il servizio “Buzz” su Gmail, chiede scusa agli utenti. E crea un fondo di 8,5 milioni di dollari per la tutela dei dati personali

03 Nov 2010

Google raggiunge un accordo nella prima class action avviata negli
Usa contro l'azienda di Mountain View, per presunta violazione
della privacy con "Buzz", servizio che consente agli
utenti di Gmail di pubblicare e condividere aggiornamenti, video,
foto e link sul modello di Facebook.

Il colosso californiano, si legge sul sito web dedicato alla causa
collettiva, ha accettato di creare un fondo da 8,5 milioni di
dollari che servirà anche a finanziare organizzazioni per la
tutela dei dati personali sul web e si è impegnata a rendere più
chiari gli strumenti di controllo della privacy su Buzz. Non sono
previsti risarcimenti di denaro per i singoli utenti.

La notizia, come riporta l'edizione online del New York Times,
è stata comunicata dal gigante di internet agli utenti americani
di Gmail attraverso un messaggio di posta elettronica.
L'accordo sarà esaminato dai giudici della California per la
definitiva approvazione il 31 gennaio 2011.

L'azione legale, avviata a febbraio poco dopo il lancio del
servizio, accusa Google di aver violato, tra l'altro, il
"Computer Fraud and Abuse Act", perché Buzz avrebbe
consentito la condivisione dei dati personali degli utenti di Gmail
senza averne ottenuto l'esplicito consenso.

La class action giunse dopo un esposto alla Federal Trade
Commission dell'Electronic Privacy Information Center, secondo
il quale gli utenti avrebbero dovuto poter scegliere se accedere o
meno a Buzz, e non trovarvisi automaticamente iscritti.