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Google nella “tech city” londinese per le start-up

Il motore americano ha deciso di supportare il progetto del primo ministro Cameron che mira a dare vita ad una Silicon Valley europea. Big G a disposizione di imprenditori e sviluppatori con un suo “hub” dove saranno organizzati anche corsi di formazione

29 Set 2011

Google decide di investire nella città della tecnologia a Londra,
l’East London Tech City, creando un ufficio per le start-up e gli
imprenditori dell’hitech. L’iniziativa di David Cameron, nelle
intenzioni una sorta di Silicon Valley londinese, sembrava aver
perso slancio dopo la decisione di Twitter di situare il proprio
nuovo ufficio a Dublino, anziché in Gran Bretagna. Quest’ultima
conta sugli investimenti delle grandi aziende americane per aiutare
a stimolare l’economia nazionale e l’impegno assunto ora da
Google ridona speranze al progetto londinese, annunciato per la
prima volta a novembre dell’anno scorso.

Come riporta il Financial Times, Google ha preso in affitto per
almeno dieci anni (pagando circa 5 milioni di sterline) uno spazio
di 25.000 piedi quadri, distribuiti in un edificio di sette piani a
Bonhill Street, dove effettuerà dei lavori prima dell’apertura
l’anno prossimo.

David Singleton, engineering director di Google Uk, ha dichiarato
che si tratta di un’iniziativa senza precedenti per l’azienda.
“East London già ospita centinaia di start-up inglesi
innovative, e ha un enorme potenziale per creare crescita economica
e occupazione nei prossimi anni”, ha aggiunto.

L’ufficio di Google verrà usato per fornire spazi ad
imprenditori che investono in start-up e per ospitare conferenze,
formazione, workshop, dimostrazione di prodotti per ingegneri e le
cosidette hackathon, eventi in cui si fa programmazione informatica
in modo collaborativo. Non sarà usato invece per ospitare
dipendenti di Google, i cui uffici londinesi sono nella parte ovest
della città, a Victoria.

Per Rohan Silva, consulente del primo ministro, il governo è
riuscito con successo a portare investimenti a East London e a
rispondere alle richieste della comunità di start-up locali di
spazi dove imprenditori, ingegneri e sviluppatori possono
incontrarsi e collaborare a costi molto bassi.

Silva ha anche fatto sapere che la seconda fase del progetto di
sviluppo economico del governo prevede un ampliamento e
aggiornamento delle materie It che si studiano a scuola, in linea
con quanto suggerito dal presidente di Google Eric Schmidt, secondo
cui il sistema scolastico britannico dedica poco spazio alla
tecnologia.

L’annuncio di Google segue altre importanti iniziative che
tornano a fare di Londra un importante polo hitech: Facebook, Rim,
Intel, Cisco e Techlightenment hanno annunciato a inizio settembre
un pacchetto di corsi di formazione It per i giovani della capitale
e di altre città britanniche, mentre pochi giorni fa Amazon ha
lanciato un laboratorio per start-up gratutito a East London e
corsi di formazione sul cloud computing per 120 piccole aziende a
Londra e Manchester.

Per Werner Vogels, chief technology officer di Amazon,
l’attività di start-up a Londra e in Europa è “al 100 per
cento comparabile” a quella della Silicon Valley in termini di
talento e qualità delle imprese, ma restano dei limiti, per
esempio lo scarso accesso al capitale nelle prime fasi.

Naturalmente per Londra, che cerca di affermarsi come capitale
tecnologica dell’Europa, resta forte la concorrenza di Dublino,
che ha tasse sulle imprese molto più basse: la stessa Google,
Facebook, Twitter e molte altre aziende hanno aperto qui sedi e
uffici.