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Google, utile e fatturato oltre le attese grazie al pieno di pubblicità

Il motore di ricerca chiude il terzo trimestre con profitti a 2,73 miliardi di dollari (+26%) e ricavi a 7,51 miliardi (+36%). Mountain View in trattativa per l’apertura di uno store dedicato alla vendita online di contenuti musicali

14 Ott 2011

Utile e fatturato di Google hanno battuto le attese degli analisti
nel terzo trimestre dell’anno grazie a un aumento delle spese per
la pubblicità online. Nel dettaglio, l'utile netto al 30
settembre è salito a 2,73 miliardi di dollari (+26%). I ricavi
netti, che escludono le commissioni che la società condivide con i
siti web partner, salgono da 7,51 miliardi (+36%), sopra le attese
di 7,22 miliardi.

La società ha annunciato inoltre di aver superato quota 40 milioni
di utenti di Google+, il social network lanciato recentemente per
sfidare il predominio di Facebook.

Il titolo Google ieri a Wall Street è salito nel mercato after
hours, con un balzo del 6 per cento. Oggi in apertura a Francoforte
ha messo a segno un +7%.

Nel terzo trimestre Google ha avuto l’82% della spesa in America
per pubblicità associata alla ricerca online rispetto all’81%
nei due trimestri precedenti. Microsoft, che fornisce pubblicità
anche a Yahoo, ha avuto il restante 18 per cento secondo dati della
società di ricerca Efficient Frontier.

Anche nel mercato della ricerca Google ha guadagnato quote con il
65,3 per cento in settembre rispetto al 64,8 in agosto secondo dati
di ComScore. Yahoo è rimasta al secondo posto, con il 15,5 per
cento in calo dal 16,3, e Microsoft è rimasta terza con il
14,7.

Trattative per l'acquisto di negozio di musica
online

Google sta creando un negozio online di musica per competere con
Apple ed Amazon.com. Lo ha riportato il Wall Street Journal,
aggiungendo che la società potrebbe lanciare il servizio senza
avere i diritti per vendere canzoni da molte delle maggiori
etichette discografiche.

Le fonti sostengono che tre principali case discografiche,
Universal Music Group di Vivendi, Sony Music di Sony Corp. e Warner
Music Group di Access Industries, hanno portato avanti delle
trattative per autorizzare i loro cataloghi a Google, ma solo la
più piccola Emi è vicina a siglare un accordo.