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Hi-tech, sempre più donne alla guida delle Pmi innovative

Secondo stime di Confartigianato, le imprenditrici “tecnologiche” impegnate in settori come robotica, Tlc e IT sono il 22,5% del totale. In pole Valle D’Aosta, Sardegna e Marche

20 Ott 2011

L'hi-tech non più solo una questione da uomini. Le
imprenditrici "tecnologiche" formano una pattuglià di
12.261 pioniere impegnate in ambiti come la robotica,
l'elettronica, la chimica farmaceutica, la produzione di
software e di apparecchiature di alta precisione, le
telecomunicazioni, la ricerca scientifica, la consulenza
informatica. Il fenomeno è stato evidenziato dall'Osservatorio
sull'imprenditoria femminile curato dall'Ufficio studi di
Confartigianato e presentato alla Convention di "Donne Impresa
Confartigianato", in corso a Roma. 

Le donne a capo di piccole imprese innovative rappresentano il
22,5% del totale degli imprenditori specializzati nei settori
hi-tech. La frontiera dell'innovazione è stata conquistata
anche da 3.904 imprenditrici artigiane che hanno trovato terreno
particolarmente fertile in alcune zone d'Italia. La classifica
delle regioni e province a maggior densità di artigiane
"tecnologiche", stilata dalla Confartigianato, vede in
testa la Valle d'Aosta, seguita da Sardegna e Marche. A livello
provinciale, Novara, Sassari e Nuoro guidano il gruppo delle aree
territoriali che fanno registrare il numero più alto di aziende ad
alta tecnologia guidate da donne.