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I data center più green? Quelli (futuri) di Yahoo!

Il motore punta a diventare leader mondiale negli impianti green

13 Lug 2009

Punta in alto, molto in alto, la strategia “green” di Yahoo!.
Allo scoccare del mese di luglio il “motore” ha annunciato un
maxi-piano per la messa a punto di una nuova generazione di data
center che non avrà pari a livello mondiale (a detta
dell’azienda) in quanto a risparmio ed efficienza
energetici. 
L’annuncio è stato fatto direttamente dal co-fondatore della
società David Filo prima attraverso il suo blog personale e poi in
occasione di una conferenza stampa a Buffalo (New York). Garantire
le performance di un motore visitato da 500 milioni di persone in
tutto il mondo richiede l’adozione di server molto potenti,  ha
scritto Filo annunciando che Yahoo! intende imporsi a livello
globale in qualità di leader nella messa a punto di data center
ecosostenibili. La progettazione dei nuovi data center di fatto
“aggiorna” anche la correlata strategia in materia di emissioni
di CO2.  Se nel 2007 Yahoo! aveva optato per i carbon offsets –
l’acquisto di “crediti” da investire in progetti votati a
compensare le proprie emissioni – il nuovo piano mira ora a
intervenire direttamente sulle location Yahoo! e quindi alla
“radice” del problema. “Investiremo molti milioni di dollari
per la progettazione di impianti capaci di ottimizzare l’uso
dell’energia per contenere le emissioni nocive”, ha
sottolineato Filo.

L’obiettivo, al 2014, è di ridurre di almeno il 40% le emissioni
di CO2. Un obiettivo che farà leva su quattro azioni congiunte:
progettazione di data center di nuova generazione, ottimizzazione
della gestione dei server, sfruttamento delle fonti rinnovabili e
cloud computing.
Il data center di New York sarà fra i primi a “beneficiare”
della nuova strategia: l’impianto, ha annuciato Filo, sarà 
alimentato “ad acqua” ossia sfrutterà la centrale
idroelettrica delle cascate del Niagara. Stando a quanto stimato
dallo stesso Filo, la centrale idroelettrica sarà in grado di
produrre il 90% dell’energia necessaria al funzionamento dei
server newyorchesi. Per il raffrescamento delle macchine – che
tipicamente pesa per il 50% sui consumi energetici dei data center
– è prevista la realizzazione di un impianto di ventilazione
naturale che consentirà di utilizzare la risorsa “aria” per il
100% delle attività di cooling. Il data center di New York non è
il primo della generazione “green” di casa Yahoo!: la sede di
Washington fa leva sulla fonte idroelettrica e sul free cooling che
combinati con l’uso di un impianto eolico consentono di abbattere
i consumi energetici complessivi della struttura fra il 40 e il
50%.

Anche Google e Microsoft, i “motori” concorrenti, si sono
attivati per abbattere i consumi dei propri data center
nelll’ambito delle rispettive strategie di ecosostenibilità
ambientale. Microsoft, in particolare, ha annunciato lo scorso mese
di giugno di voler abbattere del 30% di qui ai prossimi tre anni i
livelli delle emissioni di CO2 calcolati al 2007.  Ancora: Emc,
Cisco, il Mit di Boston e la University of Massachussets hanno
siglato una partnership per la realizzazione di un nuovo data
center ad Holyoke (Massachussets) alimentato grazie ad una centrale
idroelettrica (il progetto prevede un investimento di 100 milioni
di dollari). Sun Microsystems a gennaio scorso ha tenuto a
battesimo il nuovo data center di Broomfield (Colorado) a
“base” di free cooling: l’impianto consentirà all’azienda
di risparmiare un milione di dollari sulla bolletta energetica
annuale e di evitare l’emissione in atmosfera di circa 11mila
tonnellate di CO2.